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domenica 24 giugno 2012

Un paio di scarpe

Oggi ho compiuto un gesto che se fosse dipeso dal mio cuore non avrei mai fatto. Questa mattina ho gettato un paio di scarpe che mi hanno accompagnato per un lungo periodo della mia vita. Quanta strada nelle mie scarpe, quanti ricordi nella mia mente. Già! Era il maggio del 1983 e per la prima volta della mia vita andavo tutto solo a comprarmi un paio di scarpe e potevo pagarle con i miei propri mezzi. Che soddisfazione. Ero contento ed eccitato allo stesso tempo. Appena le ho viste mi sono innamorato e credo che se anche non le avessi trovate del mio numero ne avrei comprato un numero più grande e mi sarei arrangiato di seguito. Ma quel giorno fui fortunato e appena calzate le sentii perfette, le sentii mie. Le tenni fino a casa dove le mostrai a tutti, come se avessi avuto due piedi nuovi e quando le tolsi, le pulii e le rimisi nella sua scatola decidendo che le avrei usate solo nei fine settimana e nelle occasioni importanti. In quel periodo erano i tempi dei pantaloni a tubo e quindi cercavo di mettere quelli più stretti possibile non tanto per seguire la moda ma perchè lasciavano più vista alle scarpe. Dopo qualche tempo perdettero tale importanza e divennero di uso quotidiano. Intanto mi vantavo con tutti per quelle belle scarpe, talmente tanto che raccontavo che le avevo comprate in un famoso negozio ultra chic ed ultra conosciuto. Ho saputo solo più avanti che quel negozio era un negozio di abiti da sposa per donne. Erano veramente belle e mi sembravano ben fatte e resistenti. In effetti dopo 30 anni posso dire che ne abbiamo fatta di strada insieme. Ora mi è toccato buttarle, non ce la facevano più sia esteticamente che "fisicamente" infatti dopo avergli rifatto le suole forse ben cinque volte di cui anche a Cape Town mentre ero in tour per il Sud Africa, una a Kinshasa e l'ultima qui in Abidjan, oggi sono completamente distrutte. Anche volendo regalarle nessuno le vorrebbe. Perché gettarle e non tenerle come un souvenir ?? Beh un ripensamento l'ho avuto, non riuscivo andare a dormire sapendole in un bidone di uno scantinato come uno scarto qualsiasi di Abidjan, quindi mi sono vestito e sono sceso a recuperarle. Ero contento di rivederle e domani che avrò tempo le pulirò e le rimetterò nella scatola, le porterò di nuovo a casa di mia madre e gli troverò uno spazio in cantina in attesa di tempi .... pardon, di suole migliori.

sabato 11 febbraio 2012

Non tutti gli sbagli vengono per cuocere


Il dizionario della lingua italiana alla la parola sbaglio riporta quanto segue: errore, inesatta azione che porta a un esito non corretto, commettere uno sbaglio di valutazione.
Bene, se l'hanno scritto è perché vero.
Domenica scorsa invece avrei detto in un ipotetico dizionario della lingua di Carlo alla parola sbaglio: errore, inesatta azione che porta a un esito positivo, grazie a uno sbaglio di valutazione.
Meglio che mi spieghi. Durante la mattinata di domenica ho pensato, avendo finalmente ricevuto da parte di mia sorella la ricetta, di cucinare la faraona con l'alternativa che avrei messo il mezzo pollo che mi trovavo ancora nel congelatore. Insomma la gallina se non è la sorella della faraona è comunque la cugina. Detto e fatto e dopo aver tolto il sacchetto con il pollo a scongelare via di corsa per i marchè a cercare il sedano, qui difficile da trovare, ma trovato. Per le carote e pomodorini bisogna andare fino al marchè di Treicheville. Andato e tornato. Tempo trascorso un'ora e tanto caldo, comunque dopo mi aspetta la piscina. Incomincio con il lavare bene le verdure, è buon consiglio in Africa il lavare molto bene frutta e verdura, asciugata, spezzettata e pronta di essere gettata nella pentola. Leggo da istruzioni precise di Giuditta che bisogna prima cuocere il pollo/faraona in una pentola con un po' d'olio extra vergine. Olio extra messo, acceso il fuoco sotto la pentola, prendo il pollo..... porca puzzola... ma questo non è pollo ma bensì coniglio, di quello nostrano ma sempre coniglio. E adesso ?? ... cuciniamo il coniglio ! Quindi passo dalla ricetta faraona di mia sorella a quella di coniglio di mia madre. L'olio extra è già in padella, i chiodi di garofano ci sono, qualche foglia di salvia devo averla da qualche parte e di sale ce ne vuole poco. La polenta me l'ha lasciata mia madre nel suo recente passaggio in Costa. Certo che la polenta con questo caldo..... vabhee tanto la mangio sul tardi e dopo la piscina. Metto il tutto nel forno, coniglio compreso, adesso un'ora di cottura e quindi un'ora di attesa che mi permette di fare un giro tra siti vari e dopo finalmente in piscina, con il caldo che fa !! Mia madre mi viene in aiuto via Skype con i piccoli e sempre utili dettagli. Passa un'ora. Cotto è cotto la polenta è quella precotta quindi la si cuoce in pochi minuti, miracoli della "nuova agricoltura" e quindi la preparo al mio ritorno. Via di corsa in piscina un po di fresco. Arrivato a bordo vasca incontro due amici che dopo uno scambio di saluti e due chiacchiere mi congedo con il dire: scusate ma vado a nuotare un pò. Per risposta, con tanto di sorriso, ho ricevuto: sbrigati che sta arrivando un temporale, è proprio dietro di te ! Bene, appena incimincio a nuotare ecco il forte vento che spazza via tutto e porta foglie carta e plastica in acqua e che precede la sicura forte pioggia. Se fossi stato in un fumetto si sarebbero visti uscire sbuffi di vapore dalle mie orecchie. Quindi fuori dalla piscina e di corsa a chiudere le finestre che staranno già sbattendo. Il cielo sempre più viola che nero !! ed infine ecco la pioggia. Tanta. Un'acquazzone.
E adesso che faccio ?? Behhhh intanto mi sono cambiato e messo una maglietta, non sembra ma l'abbassamento di calore dai 37 ai 27 gradi in pochi minuti dona la sensazione di freddo. Dietro le finestre solo grigio, lampi, tuoni e tanta pioggia con il vuoto nelle strade mi sono messo a cuocere la polenta. Il temporale è durato tutto il tempo per gustarsi, ben chiuso in casa, la polenta con l'ottimo coniglio al forno che posso dire è riuscito quasi buono come quello di mia madre che lo fa buono come quello di mia nonna Carolina.
Cosa ha da vedere tutto questo con la parola sbaglio che nel mio ipotetico dizionario direbbe: inesatta azione che porta a un esito positivo, grazie a uno sbaglio di valutazione ?
Confondendo il conoglio con il pollo ho realizzato una delle promesse che avevo fatto agli inizi del 2011 ( mio Post al seguente indirizzo : http://cicciblog.blogspot.com/2011_01_01_archive.html ) e cioè quello di cucinare il coniglio come lo cucina mia madre (che poi e' buono come quello di mia nonna Carolina).
Un pò in ritardo... lo sò, ma le promesse non hanno tempo !
Adesso mi devo sforzare di realizzare la prossima promessa che è quella di mangiare meno carne ma non prima di cucinare la faraona, ottima, come quella di mia sorella tanto buona ma mangiata ormai due Natali fa sigh sigh ....

domenica 1 gennaio 2012

Saluti a due amici.

Alle ore 23e59 di ogni 31 Dicembre saluto un caro amico di viaggio e rimango un po' triste e quindi non festeggio mai a quell'ora. Quest'anno è toccato salutare il 2011 portandosi via le sue tante cose belle che mi ha regalato ed anche quelle brutte, ma di queste ultime me ne dimentico subito dopo. Poi succede che arriva un nuovo amico con tante cose nuove da mostrarmi e quindi perché non festeggiare colui che mi deve tenere compagnia per un'anno intero. AKWABA 2012 !!

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Dalla spiaggia di Grand Berebi il modo di festeggiare il vecchio e il nuovo anno dei pescatori ghanesi.

domenica 13 novembre 2011

Era ora..... speriamo

Oggi é una data storica: Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi dopo 17 anni lascia la politica e quindi lascia la scena. Lascia anche un paese in bilico con la sua scarsa crescita economica, ma questa é tutta un'altra storia in quanto viene prima lo sfascio morale e istituzionale di quello economico. Oggi é in parte la fine del ciclo dell'imprenditore che da oltre 20 anni controlla la vita pubblica italiana e ha usato il potere per i suoi scopi. Dopo ogni scandalo o sconfitta rinasceva ancora più forte e sembrava indistruttibile. Ma forse non é solo questo in quanto dire Berlusconi in un certo qual modo é racchiudere una parte della mia vita che fin da quando ero ragazzo con Milano 2 prima, le televisioni private poi, nonché presidente della squadra calcio A.C. Milan con le sue vittorie, l'ascesa in politica con un suo nuovo partito dopo lo scandalo di Mani Pulite e la nascita della Seconda Repubblica, giá nata morta, mi ha accompagnato con la sua presenza perenne se non addirittura asfissiante in televisione, sui giornali, alla radio, pannelli pubblicitari e volantini compresi. Anche all'estero mi ha perseguitato il suo nome. Per non parlare dei suoi mille appellativi : Il Cavaliere, Telemittenza, il Papi, il Nano, lo Psiconano, il Cainano, Al Tappone, il Cavaliere Mascherato, Bellachioma, Bandanano e come ultimo anche come il Vecchio Porco e tutto ciò sarebbe anche comico, se non fosse umiliante per gli altri italiani, che descrivono bene lui e le miserie dei corridoi del potere che mi riportano in mente le parole di Giacomo nel Nuovo Testamento: “Sulla Terra siete vissuti nelle delizie e morbidezze; avete pasciuto i vostri cuori come per il giorno della strage”. Insomma dei bei personaggi non c’è che dire, personaggi che hanno (avuto) come idolo un Re Mida che tutto quello che tocca diventa oro , ma come nella favola di Gianni Rodari non di solo oro si vive. Forse da oggi ne sentiremo parlarne molto meno ma come non mi é mai mancato prima, continuerá a non mancarmi. Spero solo di non svegliarmi domani e leggere sui giornali: Silvio Berlusconi ce l'ha fatta ancora una volta !! Sarebbe troppo. Ma lo sarebbe ancor di più e ancor più triste se tra qualche tempo dovrei pronunciare: era meglio quando c’era il Bellachioma!
Come ultimo volentieri riporto una lettera pubblicata sul Corriere della Sera di un anonimo cittadino italiano. Ai posteri sembrerà paradossale una cosa per noi che è stata reale.

Salve,
sono un cittadino dell’Italianistan!
Vivo a “Milano DUE” in un palazzo costruito dal Presidente del Consiglio.
Lavoro a Milano in una azienda di cui è mero azionista il Presidente del Consiglio. Anche l’assicurazione dell’auto con cui mi reco a lavoro è del Presidente del Consiglio, come del Presidente del Consiglio è l’assicurazione che gestisce la mia previdenza integrativa.
Mi fermo tutte le mattine a comprare il giornale, di cui è proprietario il Presidente del Consiglio.
Quando devo andare in banca, vado in quella del Presidente del Consiglio.
Al pomeriggio, esco dal lavoro e vado a far spesa in un ipermercato del Presidente del Consiglio, dove compro prodotti realizzati da aziende partecipate dal Presidente del Consiglio.
Alla sera, se decido di andare al cinema, vado in una sala del circuito di proprietà del Presidente del Consiglio e guardo un film prodotto e distribuito da una società del Presidente del Consiglio (questi film godono anche di finanziamenti pubblici elargiti dal governo presieduto dal Presidente del Consiglio).
Se invece la sera rimango a casa, spesso guardo la TV del Presidente del Consiglio, con decoder prodotto da società del Presidente del Consiglio, dove i film realizzati da società del Presidente del Consiglio sono continuamente interrotti da spot realizzati dall’agenzia pubblicitaria del Presidente del Consiglio.
Soprattutto guardo i risultati delle partite, perché faccio il tifo per la squadra di cui il Presidente del Consiglio è proprietario. Quando non guardo la TV del Presidente del Consiglio, guardo la RAI, i cui dirigenti sono stati nominati dai parlamentari che il Presidente del Consiglio ha fatto eleggere. Allora mi stufo e vado a navigare un po’ in internet, con provider del Presidente del Consiglio.Se però non ho proprio voglia di TV o di navigare in internet, leggo un libro, la cui casa editrice è di proprietà del Presidente del Consiglio.
Naturalmente, come in tutti i paesi democratici e liberali, anche in Italianistan è il Presidente del Consiglio che predispone le leggi che vengono approvate da un Parlamento dove molti dei deputati della maggioranza sono dipendenti ed avvocati del Presidente del Consiglio, che governa nel mio esclusivo interesse! PER FORTUNA!!!!!

P.S.: Vero che c’é la libertà di scegliere differenti giornali, programmi tv, banche etc etc ..... ma poi non più di tanto.

domenica 21 agosto 2011

I miei 10 anni d'Africa


Ognuno di noi ha delle date che rimangono impresse più di altre in quanto evocano avvenimenti colmi di emotività che possono essere sia di gioia o di felicità sia di tristezza o d'amarezza e quella del 21 agosto 2001 rientra nei miei ricordi colmi di felicità per il mio viaggio di lavoro a Kinshasa e la mia prima volta in Africa. Da allora è stato un continuo susseguirsi di emotività, di date, di persone, luoghi, fatti e ricordi. Tanti quelli belli e pochi quelli brutti o forse perché tendiamo a dimenticare più facilmente questi ultimi. Oggi è l’anniversario per i miei 10 anni in Africa un tempo breve per conoscerla tutta, un tempo lungo per non affezionarsi. Quando da bambino sentivo parlare d’Africa di riflesso l’assoggettavo primo fra tutti alle banane e subito di seguito con « il mal d’Africa » che richiavama le immagini della savana coi suoi elefanti, ippopotami, rinoceronti e felini vari in spazi immensi e verdi e in sottofondo il suono cadenzato dei tamburi con i tramonti rosso fuoco e il tanto caldo. Quando partii con destinazione Africa i miei pensieri erano altri e primo fra tutti le tremende malattie che avrei dovuto affrontare: malaria, febbre gialla, ameba, tifo, febbre del sonno dovuta alla tremenda mosca tze tze e altre raccontatemi da amici e colleghi come quella del verme che cresce sotto la pelle anche per un metro e di prestare la massima attenzione al famosissimo Mamba nero uno dei serpenti più velenosi chiamato anche « sette passi e mezzo » in quanto in caso di morso l’ottavo passo non si riesce a farlo. Oddio !
Avrei dovuto resistere 4 lunghi anni e cercare di tornare il più sano possibile e il solo pensiero era di come prendere cura di me stesso.
Non solo quei « veloci e indimenticabili quattro anni » sono passati ma li ho raddoppiati e ora punto al « triplete » e non solo sono sopravissuto, tutt’altro, ho vissuto una vita interessante e in buona forma e di quelle paure oggi rimane che un sorriso come quello che ho adesso sul mio viso. Certo non sono mancati gli eventi tristi come l’ultima guerra civile in Costa d’Avorio o i tentati colpi di stato in Congo con i militari in ogni dove. Ma c’è chi crea gli eventi e chi reagisce agli eventi. A me è toccato il secondo e penso che mi abbia forgiato un carattere diverso, più forte e molto più realista a livello emozionale e mentale. Infatti tutte le tensioni psichiche e fisiche di un individuo confluiscono a formare la sua struttura caratteriale: energia, tensione e controllo sono interdipendenti poiché il complesso totale delle tensioni controlla la quantità e l’uso dell’energia corporea, dunque il carattere e la volontà sono la somma totale di tutte le forme di tensione che uno riesce a controllare. Forse sono entrato troppo nel discorso, oppure troppo fuori, è lo stesso, quello che volevo dirlo cerco di renderlo più semplice in questo modo:
Una volta avrei detto: ecco c'è un muro! Oggi invece dico: c'è un muro e ci sarà anche una porta.
Guardandomi indietro posso affermare che il cambiamento è stato notevole e dovuto anche all'età, sicuramente e qui mi viene in mente quello che mi diceva sovente mia madre quando io ero ancora ragazzino: maturano anche la paglia e le nespole !, dicevo che il cambiamento è dovuto principalmente alle difficoltà quotidiane di vivere e adattarsi a paesi nuovi con lingua e culture differenti. Preciso che le difficoltà non sono mai state economiche, anzi tutt'altro, ma quelle di adattamento, di sacrificio, di tensione e affaticamento e tanto coraggio si e tanto e sempre.
Forse anche perché non ho mai dimenticato di quello che ero e da dove venivo come quel proverbio senegalese che dice:
Quand tu ne sais pas où tu vas, arrête-toi et regarde d'où tu viens.(Quando non sai più dove stai andando fermati e guarda da dove vieni).
Quindi per terminare aggiungerei quest'altro: Uno vede meglio dietro che avanti !

Paesi africani visitati:
Congo, Sud Africa, Egitto, Marocco, Namibia, Senegal, Costa d'Avorio, Kenya, Benin.



Parole conosciute in Africa :
Attieke, Mbote, Habari, Dieureudief, Tikalalamu, Machete, Asante Sana, Maghifi, Yako, Malembe, Pole, Woro-Woro, Mbaka, Rafiki, Gnocoboc, Nouchi, Nzuri, Molo, Kwaheri, Maqui, Nagadef, Nakupenda, Kahora, Akwaba, Mamma Nangai, Agouti













mercoledì 22 giugno 2011

Ipotetico gioco

In un ipotetico gioco di dover scegliere solo una cosa e basato sulle mie esperienze, gusti o luoghi da me visitati ecco le cose che salverei:

Canzone: What's going on, Marvin Gaye
Film: C'era una volta in America,Sergio Leone
Sport: Calcio
Libro: Un uomo, Oriana Fallaci
Monumento: Piramidi d'Egitto
Personaggio storico: Marco Polo
Personaggio sportivo: Maradona
Città: Roma
Piatto: La pizza
Animale: Cane
Invenzione: Letto
Indumento: Jeans
Nome: Sofia/Michael
Macchina: Ferrari Testarossa
Moto: Vespa
Avvenimento + bello: 1^ lancio dello Space Shuttle
Avvenimento + brutto: strage di Falcone/Borsellino
Programma TV: Quelli della notte
Programma Radio: Montecarlo nights
Attrice: Julia Roberts
Attore: Alberto Sordi
Clima: Caldo
Località: Mare
Aggeggio: Candela
Aggeggio elettr: iPod
Bibita: Coca Cola
Persona: Mia madre :)
Colore: Arancione
Frutto: Fragola
Gioco: questo !!

venerdì 10 giugno 2011

Compagna di una vita

E' stata la mia compagna più affezionata e la più fedele che abbia avuto e non potrò mai dimenticarla. Abbiamo passato 25 anni insieme, tanti forse troppi. È stata con me nella buona e cattiva sorte. Andavo a dormire e lei era l'ultimo pensiero della sera e il primo del mattino, immancabile presenza. Tutto è iniziato quando con mio cugino Giordano ci appartavamo nei campi di mais giusto fuori la sua bella cascina sita ai piedi delle Prealpi Orobiche e accendevamo la sigaretta che avevamo appena rubato da un pacchetto dei nostri genitori: se era una Muratti da mia madre, se una N80 da mio zio Bepi e se una MS da mia zia Elisa. Poi quando arrivavano i bei raduni con tutti i parenti potevamo fumarcene anche una intera a testa perchè potevamo "pescarne" una dal pacchetto di mio zio Piero, una da quello da mio Augusto oppure da mio zio Silvio e tutte erano il TOP, delle vere Marlboro e una vera festa per me e mio cugino. I momenti più tristi era quando non c'era nessuno in giro e ci toccava le Nazionali senza filtro del nonno Giulio dal forte odore e con tronchi di difficile combustione, che come le mentolate non mi sono mai piaciute. Le prime sigarette le accendevamo con un rito con cui credevamo di far parte del mondo dei grandi con un senso di giramento di testa ma piacevole. Poi sono arrivati i tempi della scuola e le fumate fra i compagni di classe nei bagni che serviva a far colpo sulle ragazze, almeno così la pensavamo, intanto era lei la mia inseparabile compagna. Insomma mia cara ti ho tenuta stretta tra le dita e tu mi hai tenuto compagnia in momenti di solitudine, nei viaggi in macchina, in treno e anche in moto sotto il casco ! Ahhh quante ne abbiamo passate insieme. Mi hai consolato ad ogni triste notizia.
Ma il 10 Giugno del 2008 mi hai fatto star ancor più male di quello che già stavo e ho deciso di abbandonarti definitivamente. Forse non te l'aspettavi ma è stato meglio così. Quindi addio e oggi non ti rimpiango anche se sei diventata molto cara.

giovedì 2 giugno 2011

2 Giugno

Non si può smettere di essere italiani anche se un ministro di oggi vorrebbe bruciarne la bandiera e un'altro ricorrere ai fucili per liberarla (da chi e da cosa non si sa). Non si puo smettere di essere italiani anche se gli altri ti guardano e sorridono sulle malefatte di un Primo Ministro con le sue amichette e prestazioni varie. Non si può non essere italiani anche se vieni a sapere che il programma più ascoltato è il Grande Fratello ennesima edizione. Non si può non essere italiani anche se firmiamo un trattato di reciproco rispetto e poi aderiamo ai bombardamenti di quel Paese. Non si può non essere italiani anche se un conduttore televisivo viene ammanettato, incarcerato e poi ritenuto innocente con la totale estraneità nei fatti... leggasi Signor Tortora. Non si può essere italiani anche se a distanza di decenni non si sono ancora trovati i colpevoli delle seguenti stragi: Bologna, Italicus, Piazza Fontana, Ustica, Brescia. Non si può non essere italiani anche se il fatturato più alto è quello della Mafia. Non si può non essere italiani anche se due magistrati fra i più caparbi, onesti e di fama mondiale sono stati uccisi e dimenticati. Non si può non essere italiani anche se partecipiamo a missioni di pace con aerei e bombe. Non si può smettere di essere italiani anche se l'Italia sembra un giocattolo inceppato. Non si può non essere italiani anche se per costruire un autostrada non bastano 20 anni.
Non si può non essere italiani .... ci sono nato.

lunedì 9 maggio 2011

TORO

La primavera, il profumo dei fiori sbocciati, il tepore dell'aria, i colori pastelli del cielo tutto questo da vitalità al segno del Toro profondamente legato ai suoi luoghi e a tutto quello che giorno dopo giorno gli da emozione senza mai voltare le spalle alle sue origini.
Una forte identità. Ama il benessere materiale e in amore si esprime con gesti concreti di cura e di protezione. Assapora ogni istante della vita con tranquilla e soddisfacente intensità nei gusti, nel profumo, nel suono e nelle mille sfumature della vita ed alla fedeltà del passato allarga le braccia al futuro con la gioia di vivere. Attenzione a non farlo arrabbiare come ogni toro che si rispetti quando provocato si infiamma e non dimentica.
Buon compleanno Toro.

domenica 1 maggio 2011

Aiuto agli aiuti umanitari

Tutto incominciò il 24 giugno 1859 quando Henri Dunant imprenditore svizzero nonché umanista asistette alla battaglia di Solferino tra l’esercito austriaco e quello franco-sardo e quello che lo stupì fu la scena che vide nei campi dopo lo scontro: corpi dappertutto, circa 30 mila, molti dei quai feriti e urlanti di dolore abbandonati e agonizzanti. Una delle più sanguinose battaglie della seconda guerra d’indipendenza italiana durata dalla 12alle 14 ore. Tornato a Ginevra nel 1862 costituisce il “Comitato ginevrino di soccorso dei militari feriti” che poi diventarà “Comitato Internazionale della CROCE ROSSA” e Dunant ricevette il premio Nobel per la Pace.
Insomma il primo comitato di quello che oggi comunemente chiamiamo ONG (Organizzazione Non Governativa). Poi poco o nulla fino al 1968 quando una carestia in Biafra stava mietendo migliaia di vittime diventando in breve tempo un caso internazionale con le foto ed immagini di bambini magrissimi dal ventre gonfio e gli occhi pieni di tristezza e sofferenza. Così nacque una corsa di aiuti da tutto il mondo per espiare in un certo modo le colpe del colonialismo tramite il nascere di ONG sia laiche che religiose. In effetti il Biafra, una regione piena di petrolio, aveva chiesto di staccarsi dalla Nigeria sua Madre Patria causando una guerra civile. L'intervento umanitario ebbe dimensioni senza precedenti infatti oltre ai tanti soldi offerti, per la prima volta molti donarono il loro tempo e presenza fisica direttamente sul terreno con medici, infermieri e tantissimi volontari e fu un vero successo. Tanto da avere oggi giorno ONG di tante nazioni e presenti in tutti quei paesi bisognosi di aiuto. Il loro principale scopo è di assistere la popolazione civile colpita dalle guerre, carestie, penurie o in totale povertà. Ma la guerra rimane quella che miete più vittime in quanto se una volta era effettuata in spazi vuoti e tra due eserciti e in precisi campi di battaglia o trincee e lontano dai centri abitati (questo fino alla prima guerra mondiale) ora la popolazione civile è sempre più coinvolta fino ad avere quasi il 90 % di perdite, vedasi come ultime l’Iraq, l’Afghanistan e la Libia. Da qui il grande bisogno di assistere interi popoli o etnie anche in situazioni davvero precarie e difficili. Con la loro imparzialità e devozione, con la loro audacia e coraggio ma anche sofferenza e strazio queste organizzazioni umanitarie sono quello di più solidale e umano si possa trovare, persino nei più sperduti villaggi sia che si trovino nel deserto o in piena Amazzonia. Comunque gente totalmente disarmata che opera nel bene e per la pace, nel pieno rispetto dell’altro, in aree controllate da combattenti armati di tutto e con cui bisogna trovare un accordo per convivere. Questo non vuole essere un atto d’accusa ma purtroppo a volte si peggiora la situazione e si alimenta la guerra, involontariamente certo, ma la si alimenta. Come é successo in Somalia dove per far arrivare il riso alla popolazione stremata dalla fame si pagava il Generale Aidid perché i suoi uomini non sparassero sulla folla mentre si prestava a raccogliere i sacchi lanciati dagli elecotteri, come era già successo altre volte. Oppure come in Sierra Leone con i suoi centinaia di bambini soldato che finita la guerra gli mutilavano gli arti perché arrivassero le ONG che voleva dire "soldi" in quanto i signori della guerra avrebbero provveduto a trovare case, uffici, alloggi, macchine, autisti, domestici, supermercati e quant’altro serviva ai bianchi. O ancora come nel Nord Kiwu (Congo) dove per mostrare la loro imparzialità i dottori erano obbligati a curare anche i ribelli tanto da trovarsi sotto la stessa tenda vittima e carnefice ed eliminando così il problema dei feriti ai “signori della guerra”. Anche il fatto di trovarsi in paesi o zone talmente destabilizzate e/o senza nessun controllo governativo fa in modo che nessuno verifichi il loro operato e quindi restino senza nessuna responsabilità. Di contro ci sono le miglia di vite salvate, le migliaia di persone che possono camminare con nuove e gratuite protesi o tutti quei bambini salvati da morte certa per denutrizione o per malattie. Ma é anche un modo per non rimanere passivi di fronte alle tragedie del mondo e di sentirsi utili con lo stare a contatto con le nuove vittime di questa (non) umanita’.

P.S.: La foto della bambina è stata scattata con l'autorizzazione dei genitori.

venerdì 4 marzo 2011

Legge 626

Dell’anno 1994 mi ricordo molti avvenimenti oltre a quello del mio compleanno: Berlusconi decide di entrare in politica formando un nuovo partito e vince le elezioni; Il Milan diventa Campione d’ Italia e Campione d’Europa; A Imola muore il mito del volante Ayrton Senna preceduto il giorno prima da Ratzenberger ; Schumacker vince il suo primo titolo mondiale in F 1 ; La Coppa del Mondo di calcio, giocata negli USA, viene vinta dal Brasile sconfiggendo l’Italia 3 a 2 dopo i calci di rigore. Biaggi vince il suo primo titolo mondiale nella classe 250 sull’ Aprilia. Giorgio Faletti arriva secondo a San Remo con la canzone Signor Tenente. In un agguato a Mogadiscio vengono uccisi la giornalista del TG3 Ilaria Alpi e il cameraman Miran Hrovatin. Affonda dopo essere bruciato il translatantico Achille Lauro. Mandela viene eletto presidente del Sud Africa. A dicembre il PM Di Pietro, uomo simbolo di « mani pulite », si dimette dalla magistratura. Avvenimenti che avranno una certa influenza anche negli anni successivi. Ma la cosa che mi ha colpito tanto da ricordarmene vivamente ancora oggi, era dell'imminente uscita di un decreto legislativo, con il nome di Legge 626, che riguardava la messa in sicurezza di tutti gli edifici pubblici e privati come gli impianti elettrici, impianti del gas, le scale con appositi antiscivolo e tanto altro. Per questione di lavoro frequentavo vari uffici e palazzi statali incappando spesso nei lavori concernente la nuova legge di sicurezza per il cittadino, con tanto di cartello-avviso "Legge 626". In effetti anni dopo nelle strutture pubbliche che frequentavo non si notavano più cavi pendenti o prese della corrente penzolanti dalla sua insenatura ma invece scale con appositi antiscivolo e ascensori completamente nuovi o a norma. Scrivo questo perche' nel mio viaggiare non ho trovato altrettanto quando ho percorso strade di alcune cittá dove ho trovato tralicci con cavi che andavano e venivano dappertutto, formando una fitta giungla di rampicanti con dozzine e dozzine di fili che si snodavano in ogni parte e in ogni dove o che serpeggiavano fin sul terreno. Insomma un vero e autentico rompicapo, come quello nella mia testa a pensare il tanto fare da un parte del mondo e il non fare tanto dall'altra. Come scriveva in un suo libro la scrittrice Martha Gellhorn "arriva sempre un momento in cui, in questo folle ed enorme incubo chiamato mondo, ti senti cosí piccolo e impotente che tutto cessa di avere importanza, nulla ti tocca piú e hai solo voglia di ridere".


giovedì 20 gennaio 2011

Elezioni in Costa d'Avorio

Sono due mesi che pesano come macigni. Dal 28 novembre, giorno del secondo turno delle elezioni presidenziali la Costa d'Avorio sta vivendo un'altro dei suoi momenti difficili, di terrore, praticamente sull'orlo della guerra civile. Malgrado le prime elezioni libere da oltre un decennio si siano effettuate in modo democratico e corretto il risultato é che oggi gli ivoriani si ritrovano con due Presidenti e giornalmente non mancano incidenti, scontri e violenze. Purtroppo in occidente se ne sente parlare poco. In mezzo a questi violenti scontri tribali o etnici e religiosi c'é tanta sofferenza e morti. La Costa d'Avorio per essere davvero indipendente deve imparare la convivenza e liberarsi del passato e raggiungere un obiettivo in comune.
Il mio articolo non ha niente di politico e non vuole prendere nessuna posizione.
Perché allora questo articolo? Per dire che sono e devono essere gli ivoriani autori del loro destino e trovare la migliore soluzione perché, nonostante tutto, questo Paese ce la fará, e come noi con le nostre passate guerre, li renderanno ancora piú forti.
Bon courage Côte d'Ivoire, tout l'Afrique te regarde.

sabato 8 gennaio 2011

Festeggiano i 150 anni.

Il 7 gennaio sono cominciati a Reggio Emilia i festeggiamenti per i 150 anni dell' Unitá d'Italia, anche se l'Italia purtroppo rimane sempre divisa in due. Ma voltandosi indietro e ripercorrendo la storia rimane sempre l'orgoglio di essere italiani anche se ultimamente é detto da persone onnipresenti in televisione e che chiunque di noi si vergognerebbe di avere come compatrioti. Queste persone, che poi saranno presenti e presenteranno i festeggiamenti, sfruttano le famose frasi:
" l'Italia ha dato i natali ai piú grandi personaggi della storia" oppure " l'Italia ha conquistato il mondo". Si vero, ma oggi? Beh oggi non ci rimane che festeggiare il tutto a tarallucci e vino e tra un brindisi e un'altro ricordarsi che il pattriottismo è la propria convinzione secondo la quale questo Paese è superiore degli altri perchè ci si è nati.

Comunque vorrei gridare: Forza Italia, ma me l'hanno rubato.

sabato 1 gennaio 2011

Le promesse per il 2011 :)


L'anno nuovo ci permette di avere ancora un anno per realizzare le cose che non abbiamo realizzato l'anno prima. Quindi ecco i miei propositi per il 2011:
Mangiare piú piano, migliorare l'inglese, parlare di meno e ascoltare di piú, comprare un biglietto per il Madagascar, trovarmi una donna, fare piú addominali, divertirmi e tanto, smetterla con le macchie di sugo, chiamare piú spesso mia madre, dire meno brutte parole, mangiare meno carne e piú frutta e verdura, arrabbiarmi di meno, guidare piú piano, cucinare il coniglio come lo cucina mia madre (che poi e' buono come quello di mia nonna Carolina)e come ultimo basta organizzarmi la vita.
Buon 2011 a tutti e a tutto.

sabato 25 dicembre 2010

Natale, Noël, Christmas

Raccontarvi o spiegarvi chi è Padre Stefano della sua vera e sentita professione di Missionario per il mondo non sono in grado e neanche all'altezza. Quindi cercherò di farlo nel modo migliore possibile citando la risposta che mi diede ai tempi di Kinshasa quando alla mia domanda provocatoria cosa fosse il Natale negli anni 2000 e se avesse ancora una significato prontamente mi rispose:

"Se nascono ancora bambini vuol dire che Dio non è ancora stanco di noi".

Pace, bene e buon Natale a tutti.

domenica 5 dicembre 2010

Mesi sabbatici


Rieccomi dopo sei mesi sabbatici dove ho fatto tanto nella mia vita e non ho fatto nulla per il mio blog e rifacendomi alla data ormai lontana del mio ultimo post del 5luglio ho deciso di riprendere, sia perche’ mi e’ mancato lo scrivere ma anche perche’ se e’ vero che mi sono preso del mio tempo da tutto e da tutti so che a qualcuno questo blog e’ un po mancato: vero Daniela? Grazie.

mercoledì 16 giugno 2010

Mare Nera e Giornata della Terra

Il 22 aprile una piattaforma di petrolio affonda nel Golfo del Messico non lontano dalle coste degli Stati Uniti, per la precisione della Louisiana, dopo che era esplosa due giorni prima procurando la morte di 11 persone e molte altre ferite. Purtroppo dal pozzo ha continuato la fuoriuscita in mare di 5000 barili di petrolio al giorno, ma si parla di 60.000, che purtroppo continua a tutt’oggi dato i tentativi tutti falliti di fermare la falla, diventando cosi’ la piu’ grande catastrofe ecologica se non del mondo (l'esplosione della centrale nucleare del 1986 a Cernobil e' stata meglio o peggio ??? o forse dovrei dire: Cernobil e' stata peggio o leggermentemenopeggio!) sicuramente e' la piu’ grande catastrofe della storia degli Stati Uniti, infatti la fuoriuscita di petrolio ha superato quella della petroliera Exxon Valdez nel 1989 (262 mila barili di greggio.... insomma qualcosinadimenopeggio) per non perlare di Bhopal in India con la fuoriuscita del "miracoloso pesticida Sevin" che nel 1984 ha procurato ben oltre 10.000 morti. Dovrei quindi considerarmi fortunato nell' essere presente e assistere inerme, ai piu’ grandi disatri ecologici. WAHUUUUUUUUUUU non lo sapevo !!

Ironia della sorte lo stesso giorno il 22 aprile si festeggiava la « Giornata Mondiale della Terra » istituita dall'ONU nel 1970 e che si celebra in tutto il mondo, infatti sono ben 175 le Nazioni che hanno aderito. Nata per la difesa delle risorse naturali e degli ecosistemi contro i guasti dell’inquinamento e dello sfruttamento, le migliaia di piante e specie animali che scompaiono e l’esaurimento delle risorse non rinnovabili. Ecco appunto, oltre che a Buon Compleanno bisognerebbe aggiungerci: Buona fortuna. Speriamo che questa ultima (??) catastrofe/tragedia della marea nera mostri al mondo che è arrivato il momento di passare alle energie pulite e di rispettare questa, unica, Terra. (P.S.:quest’articolo l’ho concepito mentre viaggiavo il 22 aprile, ma pubblicato in data odierna)