lunedì 12 ottobre 2009

Il mio primo computer

Era l’ottobre del 1993 e mi trovavo a Balzola cittadina di qua dal Po ai piedi del Monferrato e mio zio Silvio mi regalava un quasi a me sconosciuto aggeggio: un computer. Era un 486 a 66MHz, 4 MB RAM e con il mitico Windows 3.1!! Ci voleva quasi un quarto d’ora solo per la fase di caricamento, me lo ricordo bene e come potrei dimenticarmene dato che ho passato tutto l’autunno, tutto l’inverno e buona parte della primavera a giocarci. Se appunto all’inizio non sapevo neanche che cosa ci si facesse con quel scatolone quadrato di latta e con quel monitor cosi ingombrante dopo qualche settimana riuscivo a destreggiarmi con il DOS e riuscire a caricare anche un programma che mi sembra si chiamasse Q&A, regalatomi da mia sorella, ed era un semplice (oggi !!) data base. Ma per l’epoca c’era da strizzarsi il cervello per creare un docente archivio ben strutturato. Comunque e in verita’ l’uso piu freuente e’ stato per giocare a Wolfenstein 3D probabilmente il primo gioco sparatutto. Ahhh che partite memorabili, certi livelli mi impegnavano a tal punto che restavo sveglio fino a notte tarda e a volte mi alzavo anche un’ora prima della normale sveglia per poterci fare una partitella, poi mi presentavo in ritardo sul lavoro. Ecco tutto il mio utilizzo di quel mio primo computer.
Oggi ottobre 2009 mi trovo ad Abidjan a scrivere con un portatile Acer processore Intel Atom, con Windows Vista e come schermo un cristalli liquidi di 15 pollici che mi consente di fare notevoli e impensabili operazioni una decina di anni fa. Infatti buona parte delle cose che usiamo ogni giorno e’ stata smaterializzata e tenuta da qualche parte collegata alla rete. Le foto che una volta occupavano scatole e cassetti interi ora sono in formato JPEG, i CD sono stati rimpiazzati dgli MP3 cosi’ come i DVD (tra l’altro usciti sul mercato non tanto tempo fa, nel 2003) ora soppiantati dai DivX. La posta che una volta occupava con le sue lettere e buste i tavolini d’entrata o formava qualche pila sul tavolo, oggi e’ diventata la casella di posta elettronica e tutte queste cose le possiamo trasportare in qualsiasi posto e sempre con noi, dagli amici in vacanza in ogni dove. Insomma la tecnologia fa passi da gigante ma anch’io ne ho fatta di strada da Balzola fin qui ad Abidjan, dal Po al Golfo di Guinea. Chapeau.

venerdì 9 ottobre 2009

Proverbio ivoriano


Se un fiume non va dritto al mare é perché non ha incontrato nessuno che gli ha mostrato la strada.

Proverbio du Le Presidént Houphouët-Boigny.

giovedì 8 ottobre 2009

Cuba libre

La rivoluzione cubana ha compiuto 50 anni e sull’Isola una cosa che ricorda questo avvenimento lo si trova lungo tutte le strada con i suoi cartelloni “pubblicitari” ineggianti alla Revòlucion del gennaio 1959 (quello piu’ frequente che ho visto ha come slogan “Socialismo o morte”) dove un gruppo di ragazzi di trent’anni ribelli e capelloni conquistarono l’Isola caraibica con il sapore della novitá. Oggi a vedere quei pannelli e vivendo la vita dei cubani, quegli antichi ribelli sono ora diventati anziani potenti che hanno smantellato gli spazi di liberta’. Ciao Cuba Libre.


giovedì 1 ottobre 2009

Gli uomini lavatrice

Se vi capita di passare nella parte nord-occidentale della città di Abidjan ed esattamente nel comune di Attecoube con direzione Yopougon non potete certo non notare i mille vestiti stesi al sole ad asciugare come se fossero delle bandiere di tutti i colori. Uno spettacolo e una testimonianza incredibile : una grande lavanderia all’aperto con decine e decine di uomini che lavano abiti come delle lavatrici umane. Si tratta dei “Fanicos” (lava abiti in lingua Dioula) che lavorano tutto il giorno freneticamente sfregando vestiti sulle pietre tenute sull’acqua da dei grossi e vecchi pneumatici di camion e poi una volta risciacquati stenderli tutt’attorno su rocce o sull’erba per farli asciugare. I Fanicos al mattino presto passano casa per casa e prelevano gli abiti da lavare con prezzi molto abbordabili 25 cefa una camicia o maglietta, 50 cefa una paio di Jeans. Una volta riempito il carretto arrivano in questo fiumiciattolo dove ognuno ha il suo posto e incominciano a lavare e nonostante l'aspetto di confusione tutto scorre nel modo più tranquillo e socievole. Insomma non é altro che uno dei mille lavori che ci si inventa per sopravvivere. C'est l'Afrique.

lunedì 28 settembre 2009

Abbecedario

La "S" di settembre sta passando lasciando spazio all "O" di ottobre e con lei anche la "F" di ferie, purtroppo! A far compagnia alla "R" di ricordi ci sono altre lettere e tra le prime la "E" di Eugenia mia madre sulla quale dovrei spendere pagine e pagine ma basta anche una sua foto per raccontare il tutto. Poi c'é la "C" di Carlo che posso essere io ma anche il compagno di mia madre che per molti é Carluccio. Subito dopo viene la "N" di Nicholas mio nipote che scrive sms alla velocitá della luce, un tipo molto cool. La "G" di Giuditta mia sorella che il 22 di settembre durante il mio soggiorno ad Olbia ho potuto festeggiare il suo compleanno, quanti anni ha?? Non si chiedono queste cose a una Signorina, eh ! Tra la lettere N e G bisogna mettere la "M" di Mango il piccolo cucciolo che sembra la piccola vedetta sarda. La "I" di Ilaria mia cugina che non vedevo da anni e forse dovrei dire da parecchi centimetri data la sua altezza (1 metro e 80 forse qualche cosa in più) per non parlare dei suoi occhi azzurri che come quelli di mia madre sono un tutt'uno con quelli del mare sardo che racchiude le lettere "A" e "V" di azzurro-verde. La "Z" di zio Pierangelo che erano anni che non ci vedavamo e di lui ho il bel ricordo dell'estate del 1986 a fare delle ferrate su alcune cime delle Dolomiti, andando poi in Friuli dove abbiamo appositamente fatto scalo a San Daniele per gustarci il delizioso suo prosciutto e proseguito poi fino a Zwelteg in Austria a vedere il Gran Premio di Formula 1. Purtroppo non mi ricordo il vincitore.
La "P" di Paolo che con la sua graziosa familia (Gabriella la moglie, Laura e Sara le loro due figlie)e il suo veloce motoscafo ci
ha fatto solcare le onde fino all'isola di Tavolara e poterci così tuffare in quel bel mare.
Come ultima lettera la "F" che e' quella di felicità, di farfalla o français comme fantastique, fasciner, fille o tutte queste racchiuse in quella di Fatou.
Ahh dimenticavo la "T" di Tous-ensemble.

mercoledì 9 settembre 2009

Oggi, mercoledì 9 settembre 2009

Anche se in ferie in quel di Olbia con bel caldo e tanto mare azzurro ho preso qualche minuto per pubblicare questo post in quanto si tratta di una data particolare, infatti oggi in cifre risulta essere il 09-09-09 . wellaaaaaa !! La prossima combinazione sarà tra un'anno e più, ma per quello c'è tempo. Ciao

domenica 9 agosto 2009

Compleanno ZeroBlog

L’anno scorso mi trovavo a Daloa che suo malgrado non ha tanto da offrire se non quello di fare dello jogging in piena natura che é si molto salutare e molto efficace per dimagrire ma é anche vero che non si può correre tutto il giorno e non di meno vista la mia non più giovane etá nemmeno quasi tutti i giorni. Così essendoci un lungo week-end, il 7 agosto é festa d'indipendenza della Costa d'Avorio, e avendo tanto tempo libero mi sono messo a navigare in internet e ho scoperto che potevo crearmi un Blog che é un sito personale dove é possibile pubblicare (o postare) degli articoli e o dei messaggi. Armato di pazienza, di tempo e dopo vari tentativi il 9 agosto dell'anno scorso aprivo ZeroBlog che uso come diario personale online scrivendoci le mie esperienze personali, i miei pensieri e poesie (non mie purtroppo)insomma scrivere qualche cosa di me per me. Così ora sono un Blogger. Buon compleanno ZeroBlog.

mercoledì 5 agosto 2009

Il traffico ad Abidjan

Abidjan e' molto trafficata é un'immenso autoscontro lungo i suoi Boulevard. I suoi taxisti al volante sono dei pazzi fuoriclasse con i loro slalom, zizagate varie e il perenne strombazzare, nonché quello di cambiare direzione senza preavviso e quando si ricordano di azionare l'indicatore é ancor peggio in quanto la maggior parte delle volte deviano nella direzione opposta. Giuro! Da non credere ma é così. A volte il traffico é terribile, non che nelle nostre città sia molto meglio, solo che qui a rendere il tutto un pò piú complicato ci si mette la stagione delle pioggie che innondando alcuni sottopassi, a volte anche con un metro d'acqua e più, fa si che "les embouteillages" diventino chilometriche e si stà in coda per ore guardandosi gli uni con gli altri attraverso i finistrini e alla radio un brano di Coupe Decalé: Guantanamo, Guantanamo.....

domenica 2 agosto 2009

29 anni fa, Bologna

Era l’estate del 1980 e precisamente sabato 2 agosto, ero un ragazzino ed aspettavo che mio padre terminasse di lavorare per partire in vacanza in Puglia. Stavo facendo i compiti estivi, almeno una volta si chiamavano così, non perché mi piacesse stare in casa e men che meno fare i compiti ma cio’ mi avrebbe permesso di avere piu’ tempo libero una volta arrivati al mare, inoltre tutti i miei amici erano giá andati via e quindi niente partite interminabili a pallone e non ultimo mia madre stava preparando le valigie e quindi era buona cosa potergli dire le cose che piu’ mi interessava portare: i giochi. Verso mezzogiorno mia madre accende la televisione e apprendiamo un fatto molto triste: qualcuno aveva messo una bomba alla stazione ferroviaria di Bologna causando 85 morti! Uno degli atti terroristici piú gravi del dopoguerra. Le immagini dell’esplosione, della distruzione della sala d’attesa di 2^ classe e il sussurro della paura mi raggelarono a tal punto che ancor oggi io le rivedo. Il giorno dopo siamo partiti e abbiamo raggiunto il bellissimo mare del Gargano e penso di aver passato una delle piu’ belle vacanze con la mia famiglia. Purtroppo sino ad oggi i veri mandanti della strage non sono mai stati scoperti e non tocca a me creare un dibattito e cercare la veritá in quanto non ho la capacita’ di informare ed uso la rete per raccontare storie che non invecchiano e per offrire semmai degli spunti di riflessione. Quindi questo “post” lo voglio dedicare a quelle 85 persone che hanno perso la vita in quel sabato di 29 anni fa alle ore 10,25 come indicate dalle lancette ferme all’ora della strage del quadrante dell’orologio sul lato della stazione esplosa, che fissa un momento di dolore che mi accompagna ancor oggi in quest’estate del 2009.