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lunedì 10 ottobre 2011

Partita di pallone e di riconciliazione

Ieri pomeriggio si e’ giocata la partita di calcio Costa d’Avorio – Burundi gara eliminatoria per la Coupe d’Afrique des Nations (chiamata CAN) per il 2012 e che è terminata con la vittoria degli “Elefanti” ivoriani. Ogni nazionale di calcio in Africa è legata ad un nome d’animale: la Côte d’Ivoire agli Elefanti, Il Burundi alle Rondini, La Nigeria alle Aquile, il Camerun ai Leoni, Il Burkina Faso agli Stalloni, Il Congo ai Leopardi, l’Angola alle Antilopi Nere, il Gambia agli Scorpioni e a parte l’Egitto con i suoi Faraoni e il Sud Africa con i "Bafana" che vuol dire "I nostri ragazzi" in lingua Zulu. Quello di ieri è stato il più grande evento popolare in Costa d’Avorio dalla fine della crisi post-elettorale e la partecipazione degli ivoriani è stata notevole (come d'abitudine) infatti il quartiere Plateau dove si trova lo stadio Félix Houphouët-Boigny e dove abito è stato preso d’assalto sin dal mattino, questa volta non dai militari con spari e cannonate ma da chiassosi e simpatici supporters con canti, trilli di fischietti e non di meno con le rumorose vavazuelas e tutti con tanto di maglie, capellini e parrucche varie tra lo sventolio di bandiere con un colore su tutti: "l'orange" simbolo ivoriano. Inutile dire che l’icona della squadra è l’attaccante Didier Drogba.



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VIDEO dentro lo Stadio :

lunedì 4 luglio 2011

I woro-woro di Abidjan

Dai quartieri di Riviera, Youpogoun, Adjamè, Abobo, Angrè et Port Bouet migliaia di persone ogni mattina invadono i quartieri amministrativi di Plateau (foto), Cocody e Zone-4 per studio o per lavorare nei numerosi uffici o nelle case dei bianchi. In Abidjan la gente per spostarsi ha due possibilità: i mezzi pubblici che sono gli autobus e i traghetti lagunari o quelli privati che sono i taxi. Purtroppo i traghetti lagunari sono limitati potendo fare la tratta solo da sponda a sponda e solo tra i quartieri che si affacciano sulla laguna. Invece i mezzi pubblici sono molto scarsi ed inaffidabili praticamente inesistenti e quelli che riescono a viaggiare sono sempre così stracolmi che le persone sono pressate fra di loro come sardine e non di rado in alcuni autobus le porte e i vetri sono dei veri optional. A volte mi domando come facciano... a stare così pressati. In generale gli abijanesi per spostarsi preferiscono i mezzi detti “en commun” (insieme) che sono dei minibus di 10 posti ma che ne arrivano a trasportarne anche il doppio di cui 2 o 3 vicino al conducente e questi mezzi sono chiamati "Gbaka". Hanno tragitti ben precisi da un comune all’altro e la fermata finale, di solito costituita da un piazzale o comunque uno spiazzo, è chiamata “la gare" (la stazione). Non mancano le soste volanti, termine mai più azzeccato dato che a volare in senso fisico sono le persone che si lanciano per scendere in quanto il conducente non si ferma, rallenta, ma non si ferma per non dover sprecare benzina inutile. Giovani, anziani, donne o bambini nessuna differenza tutti sono solo dei passeggeri. Oltre al conducente sui Gbaka c'e' un secondo addetto che é il bigliettaio che naturalmente è colui che riscuote i soldi della tratta e impartisce gli ordini nei finestrini e portelli sempre aperti per spostare i passeggeri e fare sempre nuovo spazio, come se ce ne fosse, ma che con i suoi urli di spazio se ne trova. Quando il Gbaka collettivo è pieno (al mattino presto e alla sera tardi lo sono sempre) il posto del bigliettaio durante il tragitto è al di fuori del mezzo appeso allo sportello scorrevole, o come la maggior parte dei casi é con i piedi sui paraurti e aggrappato al tetto del veicolo. Quando mi capita di seguire uno di questi mezzi con tanto di personale aggrappato dietro oltre che a prendere una certa distanza spero sempre che quel paraurti, a volte del tutto piegato e deformato, resista ancora .... e tanto !!
Infine ci sono i taxi e anche questi di due tipi: quelli che viaggiano per tutti i quartieri della metropoli abijanese che si riconoscono per il colore "orange" (l’arancione è il colore nazionale della Costa d’Avorio) e spesso hanno delle scritte sul paraurti posteriore, poi ci sono quelli che viaggiano solo dentro un determinato quartiere, ed a ogni quartiere il taxi corrisponde a un colore preciso: Giallo per Cocody e 2-Plateau, Blu per Youpougon, Verde per Koumassi e Marcory, Beige per Port Bouè.
Questi ultimi taxi sono chiamati Woro-Woro termine che in Nouchi (modo di parlare il francese sulla strada) sta a significare qualcosa di vecchio e da cambiare. Basta guardare un woro-woro per capirne il significato.

lunedì 5 luglio 2010

Le Plateau

Il Plateau, il quartiere dove mi sono trasferito da poco, é una penisola circondata dalla laguna Ébrié ed é qui con i suoi grattacieli e palazzi prestigiosi che si trova tutta la parte amministrativa, finanziaria e commerciale della Costa d’Avorio e per questo soprannominata, da alcuni, come la Manhattan d’Africa. Ma una delle sue caratteristiche sorprendenti é che alle 18.30, cioe’ al crepuscolo, centinaia e centinaia di pipistrelli prendono il volo svolazzando nel cielo per decine di minuti per poi dirigersi a ordine sparso verso altri quartieri riempiendo il cielo.
Aggiungo subito che malgrado a quello che si crede, e per via di quello che vediamo nei film, fino ad ora nessun pipistrello ha cercato di mordermi e men che meno mi sono svegliato con qualcuno che mi stava piantando i suoi canini ben aguzzi nel mio collo. Infatti il pipistrello e' un mammifero e la maggior parte si nutre di insetti, ma ne esistono altre razze che mangiano polline, nettare e frutta; altre ancora, roditori, pesci, rane ed infine, si conoscono tre specie di pipistrelli limitate al Centro e al Sud America, che succhiano il sangue degli animali domestici. Ad essere sincero fino ad oggi nessun pipistrello mi e' entrato in casa e nemmeno uno sul mio terrazzo dove passo molte ore. Vuoi vedere che sono loro che hanno paura di me???? mmmmmmmmmm


P.S.: Pipistrello era anche il nominativo che mi avevano affibbiato alcuni amici ai tempi di Kinshasa, per l’evidente girovagare la notte....niente sangue!

giovedì 27 maggio 2010

La notte ad Abidjan


Abidjan di notte e’ piu’ tranquilla non c’e’ traffico e non c’e’ casino tutto scorre piu’ lento e meno intenso, non certo il suo caldo. I suoi palazzi si specchiano nella tranquilla laguna come una donna che prima di uscire per natura si trucca. I suoi boulevard accolgono le sue auto e gli innumerevoli taxi che portano gente nei vari maquis di Coccody o in quelli di Marcory, con la scelta tra un "bon poisson" o del "poulet braise" accompagnato da fresco "attéché". Ma anche nei suoi tanti ristoranti francese o libanese, italiano o indiano ma anche vietnamiese o giapponese. Chi pensa che la notte sia finita si sbaglia di grosso la gente qui e’ viva e’ africana gli piace ballare gli piace far tardi: Boite de nuit di tutti i tipi per tutti i gusti e champagne a gogo. Ma anche bar climatise o concerti raggae dal vivo e cosi fino al mattino quando la polizia ormai appagata abbandona l’ultimo barrage e quelli della notte ormai stanchi si scambiano l’ultimo « Buona notte ».
Sui boulevard appaiono quelli che dal letto sono appena scesi e che sono i primi a dare il buongiorno, intanto il caldo resta sempre lo stesso.

sabato 27 marzo 2010

Boribana

Alle spalle di Sebroko, che e' il nome di un ex hotel sulla laguna di Abidjan nel quartiere di Attecoube e dove io lavoro, c’e’ il quartire Boribana che e’ un nome in Diuola (lingua del commercio nell'Africa dell'Ovest e delle tribu' dei Malenke e Bambara’) e che tradotto vuol dire “la course est terminée” (la corsa e' finita) in quanto, come si vede chiaramente dalla foto, proprio non c’e’ piu’ spazio per andare oltre ...... se non quella di costruire nella laguna e fare delle palafitte e quindi sarebbero i primi passi per diventare una nuova Venezia.

martedì 17 novembre 2009

Fête de l’Abissa à Grand-Bassam

Cette fête traditionnelle est orchestrée par la communauté N’Zima pour symboliser les concepts de démocratie et de justice sociale. Les N’Zima se retrouvent autour de leur chef et aux sons des tams-tams pour faire le bilan de l’année écoulée, et éventuellement dénoncer ou les injustices commises, ou de les confesser publiquement dans le cadre d’une demande de pardon aux siens et d’un repentir. La fête de l’Abissa est célébrée entre fin octobre et début novembre dans la ville de Grand Bassam, la première capitale de la Côte d'Ivoire, plus ou moins de 40 km d'Abidjan.











Questa tradizionale festa è stata creata da parte della comunità N'Zima a simboleggiare i concetti di democrazia e di giustizia sociale. La popolazione degli N'Zima si raccoglie intorno al loro " Roi" a suoni di tamburi per verificare il bilancio dell'anno passato ed eventualmente risolvere o denunciare le ingiustizie e di confessare pubblicamente la richiesta di perdono ed il suo pentimento. La celebrazione dell' Abissa si celebra tra fine ottobre e inizio novembre nella cittadina di Grand Bassam, che e' stata la prima capitale della Costa d'Avorio a circa 40 km da Abidjan.

giovedì 22 ottobre 2009

Ciao Lucio. Lucio ciao.


Oggi Lucio e' partito da Abidjan per ritornare in Sicilia. Ci ha lasciato per raggiungere la sua Catania, chiamata la Milano del sud, una citta' affascinante piena di bellezze naturali nonche' di cultura e storia. A noi ci manchera' la sua allegria e la sua spensieratezza, la sua voglia di vita. Ciao Lucio ovunque tu ti trovi: Salut toi la !! Carlo, un ami.

giovedì 1 ottobre 2009

Gli uomini lavatrice

Se vi capita di passare nella parte nord-occidentale della città di Abidjan ed esattamente nel comune di Attecoube con direzione Yopougon non potete certo non notare i mille vestiti stesi al sole ad asciugare come se fossero delle bandiere di tutti i colori. Uno spettacolo e una testimonianza incredibile : una grande lavanderia all’aperto con decine e decine di uomini che lavano abiti come delle lavatrici umane. Si tratta dei “Fanicos” (lava abiti in lingua Dioula) che lavorano tutto il giorno freneticamente sfregando vestiti sulle pietre tenute sull’acqua da dei grossi e vecchi pneumatici di camion e poi una volta risciacquati stenderli tutt’attorno su rocce o sull’erba per farli asciugare. I Fanicos al mattino presto passano casa per casa e prelevano gli abiti da lavare con prezzi molto abbordabili 25 cefa una camicia o maglietta, 50 cefa una paio di Jeans. Una volta riempito il carretto arrivano in questo fiumiciattolo dove ognuno ha il suo posto e incominciano a lavare e nonostante l'aspetto di confusione tutto scorre nel modo più tranquillo e socievole. Insomma non é altro che uno dei mille lavori che ci si inventa per sopravvivere. C'est l'Afrique.

giovedì 9 luglio 2009

Sailing

La laguna di Abidjan che si estende per un centinaio di km in direzione ovest di Grand Lahou ha solo il canale Vierì costruito dai francesi che collega la laguna con l'oceano. Lagoon Ebrié e' il suo vero nome e bagna i quartieri di Treichville, Marcory, Port Bouet, Koumassi, Cocody, Riviera, Le Plateau, Attecoubé e Yopougon. E' da quest'ultimo quartiere detto anche "Yop" che siamo partiti per fare sailing con il catamarano di Chris e l'allegria di Susanna in una giornata non veramente soleggiata e non poteva essere diversamente durante la stagione delle pioggie ma ha di tornaconto che c'e' sempre del "bon vent".