Vivi una buona e onorevole vita in modo che, quando ci ripenserai potrai godertela una seconda volta
giovedì 8 gennaio 2015
I BUONI PROPOSITI PER IL 2015
Chiamare più spesso parenti e amici; arrabbiarmi meno; ascoltare di più e non parlo di solo musica; smettere di pensare tanto al passato e preoccuparmi troppo per il futuro; ballare; cucinare polenta e coniglio; capire la scienza quantistica; ammazzare meno formiche; andare a trovare Maricri a Kahrtum; guidare sempre con attenzione; coltivare la lavanda; invitare a cena Maman; accettare che il mondo è così; usare più prodotti naturali e meno buste in plastica; rispettare sempre il semaforo rosso anche la domenica mattina presto; disfarsi dei ribbons vecchio stampo; fare un regalo a Macline il giorno del suo compleanno; leggere e dormire molto; riprendere a giocare a tennis; aspettare la visita di Padre Stefano; cambiare tutte le password.
Ecco i miei propositi per il nuovo anno.
Pro: ho un anno di tempo.
Contro: non è detto.
Buon anno a tutti, Carlo
lunedì 27 gennaio 2014
Ciao ci si vede domani
Quando ero ragazzino amavo la mia città. Ero pieno di amici con i quali si giocavano interminabili partite a pallone. Interminabili lo diventavano in quanto conclusa una partita se ne incominciava subito un'altra e la fine arrivava con l'imbrunire. Essendo il campetto sprovvisto di luci la sagoma della palla svaniva nell’oscurità così come svaniva la nostra voglia di giocare e quindi mogi mogi e tanto stanchi ci si salutava con il solito saluto: ciao ci si vede domani. Ma c'erano altri motivi che portavano termine a una partita, uno era l'ultimo richiamo della mamma Eugenia dal balcone con la minaccia "giuro che se non sali subito domani rimani chiuso in casa tutto il giorno". Il secondo motivo e il più crudo era quando il proprietario se ne andava portandosi con se la palla e di conseguenza partita finita. In questo caso si potevano avere due alternative: che uno dei presenti corresse a casa a prenderne uno correndo il rischio di entrare e non uscirne più, vedasi minaccie varie delle mamme e l'altra era quella che arrivasse qualcuno con la palla diventando l'idolo di tutti, infatti "l'eletto" poteva scegliere la squadra, dare il calcio d'inizio e quando smettere. L'importante per noi ragazzini era di giocare con l'obbiettivo di vincere. Quante saracinesche dei vari garage, dei vari cortili, dei vari palazzi che abbiamo ammaccato. Un ricordo lo rivolgo al pannello in metallo col simbolo rosso del divieto di sosta inchiodato con quattro lunghi chiodi arugginiti, di cui ben la metà era sporgente talmente tanto che ogni tanto un pallone ci lasciava l'aria, ebbene questo pannello era diventato il nostro canestro essendo giusto nel centro del muro ed ad un'altezza giusta per la nostra età. L'avessero messo un metro o di qua o di là, o mezzo metro più in giù o più in sù che non l'avremmo utilizzato come canestro. Ironia della sorte quando l'avevamo ormai distrutto piegato su se stesso contorto come della carta stagnola utilizzata hanno pensato di cambiarlo ed ironia della sorte il nuovo l'avevano rimesso giusto in centro ma posizionato più in alto, cosa perfetta per noi ragazzi che durante eravamo "lievitati" ma per fortuna del cartello i nostri "canestri" erano cambiati. Un'ultima cosa il pallone era sempre lo stesso e lo utilizzavamo con i piedi e con le mani.
Amavo talmente il mio paese che non riuscivo minimamente a immaginare che attorno ci fosse un mondo intero. Mi sentivo protetto, mi sentivo amato, mi sentivo al sicuro. A mia volta amavo tutto in quel periodo la mia famiglia, la mia stanza, l'appartamento al secondo piano, lo stesso palazzo, i parenti brianzoli, i vicini, i numerosi amici, la scuola e i compagni ed anche i vari professori, l'andare in Chiesa e l'andare all'oratorio soprattutto a quello estivo, i nonni, gli zii e i cugini e gli innumerevoli viaggi nella bergamasca e le sue estati.... a dir il vero ci passai anche un ultimo dell'anno con gli amici del paesello separato in due dalla roggia Borgogna con una pizzata nella centralissima Bergamo e al cinema subito dopo con la proiezione di uno dei sempre divertenti Fantozzi, un giro per la città alta e rientro congelato (quando si circola in motorino in pieno inverno è abbastanza normale). Allora non fumavo, bevevo esclusivamente coca-cola e niente alcool, le droghe non sapevo che esistessero quasi come le ragazze. Di avere una ragazza ai quei tempi era impossibile sia per la scelta delle ragazze che cercavano altro e sia perché nella mia mente c'era spazio solo per gli amici e lo sport, calcio e pallavolo le mie favorite ma praticavo anche la corsa campestre e il nuoto. Era tutto una gioia. Era gioia anche quando mia madre mi mandava a fare la spesa nei piccoli supermarket del paese dove si trovava tutto e tutti si conoscevano, ai quei tempi non si pagava immediatamente ma si lasciava “segnato” su un quaderno in custodia alla cassiera e avrebbe provveduto poi mia madre a fine mese a saldare il conto. Erano gli anni dei primi video games nei bar che soppiantavano l'eterno flipper. Ogni tanto con il gruppo ci si andava a giocare ma con molta moderazione, a parte l'interminabile Pack-man dove ho speso giorni e giorni e gettoni sia come giocatore che come osservatore. Infatti a noi scarsi per poter godere un pò di più del gioco rimaneva che seguire e tifare i più bravi tra cui Massimo, che é stato il campione del bar Moderno per tutta l’estate e quasi tutto l’inverno e durante la sua performance si assisteva veramente a una ressa attorno allo schermo. Quando dopo decine e decine di minuti il Pacman giallo veniva mangiato da uno dei fantasmini colorati si sentiva un coro di "nooooooooooo" che riusciva a coprire la voce del televisore sempre acceso ma che nessuno guardava mai, a parte la domenica con 90° minuto e la lettura della schedina e la giostra dei gol della Domenica Sportiva alla sera dove regnava un silenzio assoluto. Quando giocavo io al videogames il solo osservatore era un amico o una persona occasionale, due amici era raro. Li capivo benissimo in quanto non duravo molto. Sono sicuro di essere riuscito a terminare il primo livello come sono sicuro che non ho mai passato il secondo! più che un record era una sfida alla torsione del mio corpo: dal polso all’anca, collo e spalle comprese. Insomma smanettavo, piegavo, spingevo, sudavo ma il mio Pacman andava in altre direzioni. Massimo, il campione, quando giocava oltre ad accendersi e fumare la sigaretta se era domenica si guardava anche i gol, almeno nei primi 5 livelli ! La mia scarsità mi riporta alla mente un souvenir ancora molto vivo in me: mi trovavo al bar con Marco e riusciamo a racimolare un'ultimo gettone. Ma chi dei due gioca ? Facciamo bim bum bam ed esco io come vincitore. Mi preparo e Marco detto il Ginetto mi dice "vai Carletto che è la volta buona, lo sento !". Partito spingo la manopola ma questa causa sudore mi sfugge e mi lesiona leggermente il pollice, il tempo di riprendermi che il Pacman è morto. La partita finisce quasi subito e mentre stavamo uscendo dal bar il Ginetto amareggiato mi dice: lo sapevo, lo sapevo che finiva così, lo sapevo che avrei dovuto giocare io. Mentre percorravamo il corto cammino che ci separava dai differenti condomini gli rispondevo: ma mi sembrava di averti sentito dire che eri sicuro che avrei vinto ... sigh sigh. Non ci siamo più detti niente fino al solito saluto: ciao ci si vede domani.
Erano gli anni dove l’Italia in Spagna diventò Campione del Mondo !!! Quella sera eravamo tutti in piazza, dico tutti perché non avevo mai visto una folla così oceanica al mio paese. La sola volta dove si vedeva la maggior parte dei cittadini riuniti era la notte di Natale dopo la Santa Messa con la banda che ormai congelata intonava tre canzoni natalizie giusto il tempo che i presenti si facessero gli auguri ma allo scadere della mezz’ora la piazza tornava completamente vuota e spenta. Quella sera dell’11 Luglio del 1982 non solo la piazza era strapiena e dipinta d'azzurro ma anche le vie attigue erano piene di gente: chi a cantare, chi a suonare, chi a ballare e tutti dico tutti a urlare alla Nando Martellini la formazione a partire dal suo capitano:
Zoff, Collovati, Cabrini, Gentile, Scirea, Oriali, Antognoni, Tardelli, Conti, Graziani, Rossi. Ciao ci si vede in Brasile.
Erano anche gli anni dove leggevo tutti i fumetti disponibili in edicola o gratis alla biblioteca comunale: Tex, Zagor, Alan Ford, Lupo Alberto, Sturmtruppen, Diabolik e che molto presto avrei sostituito con i futuri Dylan Dog, Nathan Never e Martin Mystere. Infatti c'era una sfida tra noi ragazzi di via Libertà a chi fosse il primo a leggere una nuova avventura di un super eroe per poi raccontarlo a tutti ottenendo l'interesse con le mille domande del gruppo sentendosi un pò delle star. Sempre in quel periodo lessi il primo libro impegnativo e che non rientrasse in uno dei testi scolastici: un Uomo di Oriana Fallaci, poi sono seguiti tutti e tanti altri. Tutte cose che mi porto dentro ancora oggi. Di seguito sono arrivati gli anni del militare, del lavoro delle ragazze e le prime gite sui laghi con i motorini prima, con le moto dopo e con le macchine ancora dopo. Insomma un nuovo mondo si apriva ai mie occhi e alla mia conoscenza ed ero attirato da un richiamo chissà da dove e chissà per dove e il problema non era il dove ma il fatto che non sapessi neanche da dove partire !! Ma questo è il dopo. Allora volevo solo crescere ed ero nel pieno dell’adolescenza, un fanciullo ingenuo e spontaneo che passava il tempo tra la famiglia, la scuola e il restante con i ragazzi della via a giocare e a discutere.
Allora ero un piccolo uomo. Ma come dicono i pigmei conosciuti nel mio girovagare per l’Africa: «Lo scoiattolo è piccolo, però non è schiavo dell’elefante !».
Ciao ci si vede domani.
lunedì 18 febbraio 2013
Viaggio in Burkina Faso
sabato 25 agosto 2012
Il pandino dipinto di blu.
La Panda è un’auto superutilitaria prodotta in tre serie la prima nel 1983, la seconda nel 2003 e l’ultima quest’anno dalla Fabbrica Italiana d'Automobili a Torino (come disse un spettatore che partecipava a un noto programma di quiz per non fare della pubblicità gratuita od occulta, insomma per non pronunciare il marchio FIAT) e che vinse il Premio “Compasso d’Oro”. Quella di mia madre è di colore blu e fa parte della prima serie quella disegnata da Giorgetto Giugiaro. Per essere precisi è quella del restayling avvenuto nel 1986, chiusura centralizzata, finestrini elettrici, allarme, un porta oggetti più grande e della plastica in più.
Perchè parlo della panda di mia madre ? Perchè quest’estate m’ha gentilmente offerto il "pandino" (è il diminutivo con cui lo chiamiamo in famiglia) per andare nella splendida Sardegna via Genova e dopo il traghettamento e lo sbarco a Olbia ha proseguito fino a nord ed esattamente a Palau dove con un'altro più corto traghettamento il pandino è arrivato sull'isola La Maddalena e da qui sull'isola di Caprera a rendere omaggio
al Generale Garibaldi, l'Eroe dei due mondi. Dopo Caprera impossibile andare oltre a parte le Bocche di Bonifacio !
L'ho portata nelle spiaggie di Pittulongu, di Bounte, le Conchiglie, la Spiaggia Bianca, Porto Istana, ed ogni cena mi sono presentato regolarmente con lei. Può trasportare cinque persone come è avvenuto con con l'aggiunta dei simpatici Mario e Annalisa all'11a Sagra del Bovino a Calangianus un paesino all'interno del Gallulerese che sorge su un altopiano di 520 metri il maggiore centro italiano per l'estrazione e la lavorazione del sughero, ma non meno importante la sua sfilata davvero pittoresca nonchè affascinante. Di abbondante c'è stata la tanta gente e il buon vino e il mangiare alla sera. Tutto grazie al pandino che dal livello del mare ai 520 metri piena di affamati prima e di gente piena al ritorno, i tratti veramente pendenti li ha fatti regolarmente in seconda a parte un tratto tutto in prima !!
Ma non l'ho guidata solo io ma anche Giuditta e Michele. Macline no perchè non ha la patente ma mi ha promesso che lo farà ben presto per poterla guidare, comunque a parte quello di guida gli altri posti li ha occupati tutti. Quanta gioia ci ha dato ma voglio pensare che di tanta gioia abbia goduto anche lei da farmi ricordare una storia:
Un uomo visita una città straniera e va al palazzo reale, va a vedere il monumento principale e poi la città vecchia dove entra in un cimitero e sulle lapidi legge "Ha vissuto 59 giorni", "Ha vissuto 12 giorni", "Ha vissuto 47 giorni" e si accorge che sono quasi tutte simili. Poco più lontano vede un'uomo vestito tutto di bianco con una barba altrettanto bianca e avvicinandolo gli chiede se fosse un cimitero per bambini. L'uomo gli spiega che che no sono tutti morti in età adulta, quella sulla lapide sono il numero dei giorni che hanno vissuto veramente, quelli in cui si sono goduti la vita.
Io non so quanti me ne scriveranno sulla mia, ma grazie al pandino ne ho aggiunto qualcuno in più.
Grazie Mà.
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domenica 24 giugno 2012
Un paio di scarpe
Oggi ho compiuto un gesto che se fosse dipeso dal mio cuore non avrei mai fatto. Questa mattina ho gettato un paio di scarpe che mi hanno accompagnato per un lungo periodo della mia vita. Quanta strada nelle mie scarpe, quanti ricordi nella mia mente. Già! Era il maggio del 1983 e per la prima volta della mia vita andavo tutto solo a comprarmi un paio di scarpe e potevo pagarle con i miei propri mezzi. Che soddisfazione. Ero contento ed eccitato allo stesso tempo. Appena le ho viste mi sono innamorato e credo che se anche non le avessi trovate del mio numero ne avrei comprato un numero più grande e mi sarei arrangiato di seguito. Ma quel giorno fui fortunato e appena calzate le sentii perfette, le sentii mie. Le tenni fino a casa dove le mostrai a tutti, come se avessi avuto due piedi nuovi e quando le tolsi, le pulii e le rimisi nella sua scatola decidendo che le avrei usate solo nei fine settimana e nelle occasioni importanti. In quel periodo erano i tempi dei pantaloni a tubo e quindi cercavo di mettere quelli più stretti possibile non tanto per seguire la moda ma perchè lasciavano più vista alle scarpe. Dopo qualche tempo perdettero tale importanza e divennero di uso quotidiano.
Intanto mi vantavo con tutti per quelle belle scarpe, talmente tanto che raccontavo che le avevo comprate in un famoso negozio ultra chic ed ultra conosciuto. Ho saputo solo più avanti che quel negozio era un negozio di abiti da sposa per donne. Erano veramente belle e mi sembravano ben fatte e resistenti. In effetti dopo 30 anni posso dire che ne abbiamo fatta di strada insieme. Ora mi è toccato buttarle, non ce la facevano più sia esteticamente che "fisicamente" infatti dopo avergli rifatto le suole forse ben cinque volte di cui anche a Cape Town mentre ero in tour per il Sud Africa, una a Kinshasa e l'ultima qui in Abidjan, oggi sono completamente distrutte. Anche volendo regalarle nessuno le vorrebbe. Perché gettarle e non tenerle come un souvenir ?? Beh un ripensamento l'ho avuto, non riuscivo andare a dormire sapendole in un bidone di uno scantinato come uno scarto qualsiasi di Abidjan, quindi mi sono vestito e sono sceso a recuperarle. Ero contento di rivederle e domani che avrò tempo le pulirò e le rimetterò nella scatola, le porterò di nuovo a casa di mia madre e gli troverò uno spazio in cantina in attesa di tempi .... pardon, di suole migliori.
mercoledì 30 maggio 2012
Un cane, un frutto dolce
Lo scopo del mio ultimo viaggio di ritorno in Italia dopo un'anno di assenza è stata quella di rendere visita alla mia famiglia nonchè agli amici e a qualche parente. Purtroppo il tempo concessomi di giorni di ferie anche se lungo è sempre corto per chi ha tanto da fare e tante persone da incontrare. Ma di tutti quelli incontrati me ne sovviene uno su tutti: Mango.
Mango è il nome di un cane, anzi del cane di Nicholas. Chi è Nicholas ?? Il proprietario del cane di nome Mango !! Comunque sia Mango vive una parte della sua vita con Nicholas e l'altra nell'appartamento di mia madre Eugenia. È un cane di piccola taglia più pelo che carne a guardar bene. Se mi ricordo bene Mango è stato adottato una decina di anni fa a Olbia proprio da Nicholas, un trovatello insomma, di quelli buoni che non abbaiano mai, o quasi mai ma che sono il terrore dei "topi" d'appartamento. Il tipo di cane buono che dove lo metti lo ritrovi. Ti segue ovunque come è successo due Natali fa in giro per Milano a fare shopping e su e giù dalla metropolitana e dentro e fuori i negozi. Mango è anche abituato a viaggiare in auto, in traghetto ed in aereo, insomma un cane viaggiatore. Perché mi sovviene più di tutti gli altri ??
Perché una volta ritornato qui ad Abidjan mentre stavo gustandomi un buon e dolce mango ivoriano mi é venuto in mente che quando sono arrivato a casa di mia madre è quello che mi ha fatto le feste più di tutti gli altri, scodinzolando continuamente, correndo per svariati minuti senza senso e per fermarsi solo per aggrapparsi alla mia gamba con lo sguardo fisso a cercarmi e con la lingua tremolante fuori dal suo piccolo muso come dopo una corsa, ad aspettare le mie carezze.
A dire la verità quando son partito mi ero totalmente dimenticato di lui e non l'ho salutato, come sempre del resto!! Ma sono sicuro che Mango no ! Sono ipersicuro che lui un paio di giretti in camera mia se li sia fatti per cercarmi e quindi ne approfitto per salutarlo ora: Ciao bel cane e buono come i miei di manghi.
martedì 8 maggio 2012
Compleanno......i !
Meno di 24 ore al mio Compleanno. Che emozione. Hai voglia di dire che ogni compleanno corrisponde ad un anno in più (quindi sentirsi dire di essere più vecchi, da quelli più giovani .... che poi col tempo diventeranno anche loro più vecchi ) ma quel giorno per ognuno di noi rappresenta la nascita e quindi i Regalo. In quanto umani un vero Dono di Dio ! Che emozione il giorno più bello nel quale di certo qualcuno chiamerà. Che emozione ..... ancora qualche ora e poi sarà il mio turno !! Già perchè oggi non è ancora il mio compleanno. Infatti sono nato il 9 Maggio, quindi sarà domani e quindi devo aspettare qualche ora ancora. Oggi è l'8 Maggio e quindi è il compleanno di qualcun'altro. Vediamo se conosco qualcuno ..... ahhhh sii la mia bella cugina Elena, che sciocco !! Lo stavo dimenticando come sempre. Infatti ogni anno al 9 Maggio mi arrivano gli auguri della mia cuginetta seguiti dai miei di contraccambio per i suoi del giorno prima, ma questa volta no ! Questa volta la chiamo e gli faccio gli auguri !! Scusate se interrompo ma devo correre a chiamare mia cugina per dirgli finalmente: Tanti cari auguri e buon compleanno Elena.
mercoledì 29 febbraio 2012
Le stagioni sono cambiate. Tanta volte !
In ogni dove mi sono fermato a vivere per qualche perido ho trovato sempre qualcuno pronto a dire una delle frasi fatte che non vorrei più sentire: Le stagioni sono cambiate, non sono più quelle di una volta. Già quale volta ?? Quindi mi sono informato. L'età della Terra è stimata in circa 4,6 miliardi di anni, la cifra al ribasso dice "solo" 800 milioni di anni. In ogni caso sempre tanti che diventano tantissimi se li rapportiamo a quelli miei come ospite di passaggio. Volendo guardar bene se facciamo un rapporto agli anni della storia umana che va dall'Antico Egitto ad oggi non sono poi tanti. Lo so bene che l'uomo esisteva già anni prima con tanto di clava e dormiva in una grotta ed un giorno ha scoperto il fuoco senza l'uso dell'accendino. Come mi ricordo bene lo stupore che provai quando visitai il National Museum di Nairobi dove all'ultima "vetrina" con i reperti provenienti dall'isola di Rusinga, presso la sponda keniota del lago Vittoria, ci sono i resti di Proconsul un'antenato dell'uomo quadrupede vissuto ben 17 milioni di anni fa. Per terminare, la storia climatica della Terra è stata suddivisa considerando intervalli di milioni di anni in Ere Glaciali ed Ere Interglaciali. Sono esistite almeno cinque Ere Glaciali nella storia della Terra. L'Era Glaciale più antica si crede abbia avuto luogo tra 2,7 e 2,3 miliardi di anni fa all'inizio del Proterozoico. In base a questa suddivisione del clima terrestre attualmente è in corso l'ultima Era Glaciale iniziata circa 3 milioni di anni fa e ci troviamo in un Periodo interglaciale, ossia in un periodo di generale arretramento dei ghiacci iniziato circa 10 000 anni fa. Quindi quando qualcuno adesso mi dirà: le stagioni stanno cambiando non sono più quelle di una volta ! Dovrò affermare: si è vero, ma molto molto lentamente, aggiungerei.

L'uomo dice che il tempo passa.
Il tempo dice che l'uomo passa.
lunedì 13 febbraio 2012
Yako !
Ieri sera alle 22,05 d'Abidjan, le 23,05 a Libreville capitale del Gabon e dove si stava giocando la finale della CAN (Coppa d'Africa per Nazioni) tra la nazionale della Costa d'Avorio e lo Zambia il risultato era ancora sullo 0 a 0. Ma ancora per poco in quanto Drogba, il giocatore più conosciuto e vera stella ivoriana, era pronto a battere il calcio di rigore che avrebbe dato la vittoria agli "orange", ormai erano gli ultimi minuti del secondo tempo e sarebbe bastato controllare il gioco con il possesso palla per qualche minuto ancora. Invece no ! è successo quello che nessuno qui in Costa d'Avorio voleva succedesse: Drogba sbaglia dal dischetto sparando il pallone alto sopra la traversa. Subito mi sono ricordato di Roberto Baggio, un signore del calcio, che ci ha fatto "piangere" in quella maledetta finale di Usa ’94 tirando la palla sopra la traversa e la Coppa del Mondo tra le mani degli avversari ! Quindi Drogba sbaglia e nei restanti minuti non succede nulla. Si va ai tempi supplementari. Ma neanche qua il risultato cambia. Si va ai rigori finali. Ecco Gervinho ma anche lui tira sopra la traversa ... ahiaaa.... si presenta lo stopper dei zambesi che segna. Dopo un lunghissimo 0-0 e 18 rigori lo Zambia vince la sua prima Coppa d’Africa.

Chapeau allo Zambia che lo fa con emozione enorme, infatti proprio a Libreville nel 1993 era decollato l’aereo che s’inabissò portandosi via tutta la squadra di calcio dello Zambia! Nessun sopravvissuto. Quando si dice destino.
Un'ultima fatto davvero bizzarro riguarda l'equipe della Costa d'Avorio con il cammino e i risultati ottenuti in questa Coppa d'Africa:
FASE A GIRONI - GRUPPO B:CdI - Sudan 1-0; CdI - Burkina Faso 2-0; CdI - Angola 2 -0;
SEMIFINALE: CdI - Guinea Equatoriale 3-0;
FINALE: il risultato al termine della partita con lo Zambia è stato 0 - 0. Poi i rigori !!
Insomma la Costa d'Avorio malgrado non abbia subito nessun gol, ha di fatto perso la Coppa d'Africa.

FORZA ELEFANTI !!
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