Vivi una buona e onorevole vita in modo che, quando ci ripenserai potrai godertela una seconda volta
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lunedì 18 febbraio 2013
Viaggio in Burkina Faso
mercoledì 29 febbraio 2012
Le stagioni sono cambiate. Tanta volte !
In ogni dove mi sono fermato a vivere per qualche perido ho trovato sempre qualcuno pronto a dire una delle frasi fatte che non vorrei più sentire: Le stagioni sono cambiate, non sono più quelle di una volta. Già quale volta ?? Quindi mi sono informato. L'età della Terra è stimata in circa 4,6 miliardi di anni, la cifra al ribasso dice "solo" 800 milioni di anni. In ogni caso sempre tanti che diventano tantissimi se li rapportiamo a quelli miei come ospite di passaggio. Volendo guardar bene se facciamo un rapporto agli anni della storia umana che va dall'Antico Egitto ad oggi non sono poi tanti. Lo so bene che l'uomo esisteva già anni prima con tanto di clava e dormiva in una grotta ed un giorno ha scoperto il fuoco senza l'uso dell'accendino. Come mi ricordo bene lo stupore che provai quando visitai il National Museum di Nairobi dove all'ultima "vetrina" con i reperti provenienti dall'isola di Rusinga, presso la sponda keniota del lago Vittoria, ci sono i resti di Proconsul un'antenato dell'uomo quadrupede vissuto ben 17 milioni di anni fa. Per terminare, la storia climatica della Terra è stata suddivisa considerando intervalli di milioni di anni in Ere Glaciali ed Ere Interglaciali. Sono esistite almeno cinque Ere Glaciali nella storia della Terra. L'Era Glaciale più antica si crede abbia avuto luogo tra 2,7 e 2,3 miliardi di anni fa all'inizio del Proterozoico. In base a questa suddivisione del clima terrestre attualmente è in corso l'ultima Era Glaciale iniziata circa 3 milioni di anni fa e ci troviamo in un Periodo interglaciale, ossia in un periodo di generale arretramento dei ghiacci iniziato circa 10 000 anni fa. Quindi quando qualcuno adesso mi dirà: le stagioni stanno cambiando non sono più quelle di una volta ! Dovrò affermare: si è vero, ma molto molto lentamente, aggiungerei.

L'uomo dice che il tempo passa.
Il tempo dice che l'uomo passa.
lunedì 13 febbraio 2012
Yako !
Ieri sera alle 22,05 d'Abidjan, le 23,05 a Libreville capitale del Gabon e dove si stava giocando la finale della CAN (Coppa d'Africa per Nazioni) tra la nazionale della Costa d'Avorio e lo Zambia il risultato era ancora sullo 0 a 0. Ma ancora per poco in quanto Drogba, il giocatore più conosciuto e vera stella ivoriana, era pronto a battere il calcio di rigore che avrebbe dato la vittoria agli "orange", ormai erano gli ultimi minuti del secondo tempo e sarebbe bastato controllare il gioco con il possesso palla per qualche minuto ancora. Invece no ! è successo quello che nessuno qui in Costa d'Avorio voleva succedesse: Drogba sbaglia dal dischetto sparando il pallone alto sopra la traversa. Subito mi sono ricordato di Roberto Baggio, un signore del calcio, che ci ha fatto "piangere" in quella maledetta finale di Usa ’94 tirando la palla sopra la traversa e la Coppa del Mondo tra le mani degli avversari ! Quindi Drogba sbaglia e nei restanti minuti non succede nulla. Si va ai tempi supplementari. Ma neanche qua il risultato cambia. Si va ai rigori finali. Ecco Gervinho ma anche lui tira sopra la traversa ... ahiaaa.... si presenta lo stopper dei zambesi che segna. Dopo un lunghissimo 0-0 e 18 rigori lo Zambia vince la sua prima Coppa d’Africa.

Chapeau allo Zambia che lo fa con emozione enorme, infatti proprio a Libreville nel 1993 era decollato l’aereo che s’inabissò portandosi via tutta la squadra di calcio dello Zambia! Nessun sopravvissuto. Quando si dice destino.
Un'ultima fatto davvero bizzarro riguarda l'equipe della Costa d'Avorio con il cammino e i risultati ottenuti in questa Coppa d'Africa:
FASE A GIRONI - GRUPPO B:CdI - Sudan 1-0; CdI - Burkina Faso 2-0; CdI - Angola 2 -0;
SEMIFINALE: CdI - Guinea Equatoriale 3-0;
FINALE: il risultato al termine della partita con lo Zambia è stato 0 - 0. Poi i rigori !!
Insomma la Costa d'Avorio malgrado non abbia subito nessun gol, ha di fatto perso la Coppa d'Africa.

FORZA ELEFANTI !!
mercoledì 1 giugno 2011
Come era prevedibile è successo l'imprevisto
A seguito del "NO al nucleare" nel famoso Referendum del 1987 sul suolo italiano ci dovrebbero essere 4 centrali "non operative" ed esattamente a Trino Vercellese, Caorso, Garigliano e Latina mentre quelle di Montaldo di Castro 1 & 2 non sono mai entrate in funzione.
Mancano all'appello i reattori militari itineranti nel mondo, intendo dire quelli nei sommergibili a propulsione nucleare (quasi tutti di fabbricazione americana e russa) e nelle portaerei USA (2 per ogni nave in quelle di ultima generazione) nonché qualcuna francese e inglese. Per non parlare dei missi balistici a testata nucleare nel mondo che se non ricordo male dovrebbero essere sui 30.000 !! Forse 27.000 o forse 33.000, penso che non ci sia bisogno di una verifica perché il numero esatto ..... behh scordiamocelo.
Le armi nucleari non strategiche statunitensi sono presenti in cinque paesi europei: Belgio,Italia,Paesi Bassi, Germania e Turchia.
L'industria militare accetterebbe? Ne dubito.
L'unica soluzione sarebbe consumare meno, molto meno e tutti. Di conseguenza vorrebbe dire privarsi di tante cose e di una parte di benessere che conosciamo e utilizziamo quotidianamente. Vorrebbe dire anche non avere un blog?
Ehhh d'accordo !!
sabato 21 maggio 2011
Il Kenya e la strada ferrata
Il "Nairobi Railway Museum" è un'interessante museo nella capitale del Kenya ed è allestito in quello che una volta era la Stazione Ferroviaria dove si trovano vari reperti della storica East African Railway con i suoi modelli di treni nonché di navi per il traghettamento dei treni sul lago Vittoria e aggeggi vari compreso il cosiddetto “Engine Seat” che permetteva ai personaggi illustri (come il Presidente americano Roosevelt) di sparare agli animali standosene tranquillamente seduti sulla parte anteriore della locomotiva, o la poltroncina in paglia appositamente costruita per la visita della Regina d'Inghilterra lungo il viaggio in treno per la colonia. All'esterno della stazione c'è un parco dove stazionano diverse vecchie locomotive che risalgono alle varie epoche. Tra i vari treni c'è quello con cui hanno girato il famoso film "La mia Africa".
Suprerintendent of Railway Police Charles Ryallvenuto appositamente dall'Inghilterra per dare la caccia al pericoloso felino e che nella notte del 6 giugno del 1900 a Kima, 110 km da Nairobi, nell’attimo in cui vinto dalla fatica stava dormendo con la porta del suo vagone appositamente lasciata aperta nel caso in cui avesse sentito l’avvicinarsi del leone venne sbranato e malgrado le urla e l'accorrere di altri cacciatori il leone riuscì a dileguarsi per l'ennesima volta nel buio della notte senza più fare ritorno e senza più causare altri morti.
Una vicenda vera e non solo una leggenda. Insomma c’è tutta la storia della ferrovia keniana che è molto importante in quanto è parallela alla nascita dell'ancora inesistente Kenia (prima del 1920 il paese era chiamato “The East Africa Protectorate”) infatti tutto inizia con la colonizzazione degli inglesi che nel 1896 decidono di costruire una ferrovia che colleghi la città costiera di Mombasa, quindi il porto, con la città di Kampala (Uganda) sita all'interno dell'Africa ed importante colonia britannica ma anche per contrastare il dominio tedesco nella regione. Da qui il primo passo di quello che sarà il Kenya nome distorto dagli inglesi da quello originale Kerenyaga, nome dato dal popolo kikuyu alla montagna più alta (che con i suoi 5,199 m.slm è il secondo monte più alto dell'Africa).
Cioè non è la città che ha costruito la ferrovia ma la ferrovia che ha costruito la città ...... e il resto del Paese.
mercoledì 18 maggio 2011
Habari yako. Mzuri sana !
In Kenia la lingua ufficiale sono due: l'inglese e il swahili. La lingua swahili (o kiswahili) è una lingua bantu evolutasi negli anni con il commercio tra gli arabi, gli indiani e un mélange con le lingue della costa keniota e tanzanese e qualche parola di portoghese. Una lingua dolce che si legge come si scrive che l'accomuna con l'italiano. Una lingua divenuta internazionale tanto da trovarla nei siti importanti e popolari quali la BBC, le Nazioni Unite o Al Jazeera. Un altra sua particolarità è che per rendere una parola al plurale bisogna mettere all'inizio della stessa parola l'estensione "wa". Per essere più chiaro prendiamo la parola mtu (che vuol dire persona) per renderla al plurale si aggiunge l'estensione "wa", facendola divenire wamtu (persone). Nessuno ci troverà niente di interessante o strano anche perché ha una sua logica. Per chi invece come me che fin da bambino ha visto o sentito cose strane, ma accettate perché sono cose dette dai grandi o perché è così, una di queste stranezze è stata la canzone tra le più gettonate e cantate di Edoardo Vianello "I watussi" che mi sono sempre chiesto quale popolo di negri vivesse alle porte del Kilimangiaro con quel nome !? Mai sentito parlarne sia ai tempi della scuola che in discorsi o documentari vari. Ecco trovata la risposta durante questo viaggio in Kenya con la mia traduttrice personale Njambi quando mi spiega
che il Swahili è parlato anche dai Tutsi (un'etnia della regione dei Grandi Laghi, in maggioranza in Ruanda e Burundi) che però indica una persona e quindi per parlare del popolo bisogna aggiungere "wa" diventando così watutsi, comunemente ma erroneamente chiamati watussi.
Asante sana, Njambi.
che il Swahili è parlato anche dai Tutsi (un'etnia della regione dei Grandi Laghi, in maggioranza in Ruanda e Burundi) che però indica una persona e quindi per parlare del popolo bisogna aggiungere "wa" diventando così watutsi, comunemente ma erroneamente chiamati watussi. Asante sana, Njambi.
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