sabato 11 febbraio 2012

Non tutti gli sbagli vengono per cuocere


Il dizionario della lingua italiana alla la parola sbaglio riporta quanto segue: errore, inesatta azione che porta a un esito non corretto, commettere uno sbaglio di valutazione.
Bene, se l'hanno scritto è perché vero.
Domenica scorsa invece avrei detto in un ipotetico dizionario della lingua di Carlo alla parola sbaglio: errore, inesatta azione che porta a un esito positivo, grazie a uno sbaglio di valutazione.
Meglio che mi spieghi. Durante la mattinata di domenica ho pensato, avendo finalmente ricevuto da parte di mia sorella la ricetta, di cucinare la faraona con l'alternativa che avrei messo il mezzo pollo che mi trovavo ancora nel congelatore. Insomma la gallina se non è la sorella della faraona è comunque la cugina. Detto e fatto e dopo aver tolto il sacchetto con il pollo a scongelare via di corsa per i marchè a cercare il sedano, qui difficile da trovare, ma trovato. Per le carote e pomodorini bisogna andare fino al marchè di Treicheville. Andato e tornato. Tempo trascorso un'ora e tanto caldo, comunque dopo mi aspetta la piscina. Incomincio con il lavare bene le verdure, è buon consiglio in Africa il lavare molto bene frutta e verdura, asciugata, spezzettata e pronta di essere gettata nella pentola. Leggo da istruzioni precise di Giuditta che bisogna prima cuocere il pollo/faraona in una pentola con un po' d'olio extra vergine. Olio extra messo, acceso il fuoco sotto la pentola, prendo il pollo..... porca puzzola... ma questo non è pollo ma bensì coniglio, di quello nostrano ma sempre coniglio. E adesso ?? ... cuciniamo il coniglio ! Quindi passo dalla ricetta faraona di mia sorella a quella di coniglio di mia madre. L'olio extra è già in padella, i chiodi di garofano ci sono, qualche foglia di salvia devo averla da qualche parte e di sale ce ne vuole poco. La polenta me l'ha lasciata mia madre nel suo recente passaggio in Costa. Certo che la polenta con questo caldo..... vabhee tanto la mangio sul tardi e dopo la piscina. Metto il tutto nel forno, coniglio compreso, adesso un'ora di cottura e quindi un'ora di attesa che mi permette di fare un giro tra siti vari e dopo finalmente in piscina, con il caldo che fa !! Mia madre mi viene in aiuto via Skype con i piccoli e sempre utili dettagli. Passa un'ora. Cotto è cotto la polenta è quella precotta quindi la si cuoce in pochi minuti, miracoli della "nuova agricoltura" e quindi la preparo al mio ritorno. Via di corsa in piscina un po di fresco. Arrivato a bordo vasca incontro due amici che dopo uno scambio di saluti e due chiacchiere mi congedo con il dire: scusate ma vado a nuotare un pò. Per risposta, con tanto di sorriso, ho ricevuto: sbrigati che sta arrivando un temporale, è proprio dietro di te ! Bene, appena incimincio a nuotare ecco il forte vento che spazza via tutto e porta foglie carta e plastica in acqua e che precede la sicura forte pioggia. Se fossi stato in un fumetto si sarebbero visti uscire sbuffi di vapore dalle mie orecchie. Quindi fuori dalla piscina e di corsa a chiudere le finestre che staranno già sbattendo. Il cielo sempre più viola che nero !! ed infine ecco la pioggia. Tanta. Un'acquazzone.
E adesso che faccio ?? Behhhh intanto mi sono cambiato e messo una maglietta, non sembra ma l'abbassamento di calore dai 37 ai 27 gradi in pochi minuti dona la sensazione di freddo. Dietro le finestre solo grigio, lampi, tuoni e tanta pioggia con il vuoto nelle strade mi sono messo a cuocere la polenta. Il temporale è durato tutto il tempo per gustarsi, ben chiuso in casa, la polenta con l'ottimo coniglio al forno che posso dire è riuscito quasi buono come quello di mia madre che lo fa buono come quello di mia nonna Carolina.
Cosa ha da vedere tutto questo con la parola sbaglio che nel mio ipotetico dizionario direbbe: inesatta azione che porta a un esito positivo, grazie a uno sbaglio di valutazione ?
Confondendo il conoglio con il pollo ho realizzato una delle promesse che avevo fatto agli inizi del 2011 ( mio Post al seguente indirizzo : http://cicciblog.blogspot.com/2011_01_01_archive.html ) e cioè quello di cucinare il coniglio come lo cucina mia madre (che poi e' buono come quello di mia nonna Carolina).
Un pò in ritardo... lo sò, ma le promesse non hanno tempo !
Adesso mi devo sforzare di realizzare la prossima promessa che è quella di mangiare meno carne ma non prima di cucinare la faraona, ottima, come quella di mia sorella tanto buona ma mangiata ormai due Natali fa sigh sigh ....

domenica 5 febbraio 2012

Proverbio


On peut fair baisser les yeux aux gents qui vous aiment, mais on ne peut pas faire baisser les yeux qui vous désirent.

Possiamo far abbassare gli occhi di chi ci ama, ma non possiamo far abbassare gli occhi a chi ci desidera.

martedì 17 gennaio 2012

Il regalo più bello


L'attesa, che non era certo cominciata quella mattina ma già qualche settimana prima, in quella del 19 dicembre scorso era molto più sentita in quanto il suo viaggio da Milano cominciava al mattino presto e si concludeva alla sera con l'arrivo del volo Air France 702 via Parigi qui ad Abidjan in Costa d'Avorio. Mia madre Eugenia con i suoi non giovanissimi anni ma con tanta esperienza e tanto coraggio ha deciso di rendere visita a suo figlio per quello che sarà un regalo veramente speciale. A Natale la parola regalo è tra le più gettonate ma quella di "speciale" no ! e il mio l'ho appena ricevuto. Tutto é cominciato agli inizi di Novembre con una delle nostre chiamate via internet e parlando del tanto e a volte del niente, a mia madre gli è scappata la frase: "qui da noi stanno già preparando gli addobbi per la città e io non so cosa fare a Natale". La mia risposta: "perchè non vieni a trovarmi ad Abidjan e passare le feste con me?". Detto e fatto..... come se fosse stato tutto semplice. Ma di semplice c'è solo il modo con cui io digito i tasti nello scrivere questo post. Infatti per avere il visto bisogna andare su internet e prenotare la visita all'Ambasciata ivoriana a Roma, prenotare i biglietti Milano - Roma via treno e quello via aerea per la Costa d'Avorio, partire andare a Roma, trovare l'Ambasciata, documenti vari da esebire, un piccolo colloquio, di nuovo in stazione e viaggio di ritorno a Milano (tutto questo un grazie a mani piene a Marina e al "Comandate Rapone" per me fortunato, solo Giancarlo). Visto pronto e valigie pure, non fa tanto italiano ma ci si azzecca, preso l'aereo con arrivo a Paris, la Ville Lumière. Imbarco per per Abidjan? Preso ! Alle ore 19,30 l'arrivo. Akwaba in Costa d'Avorio mamma Eugenia !!!
Ecco il più difficile è passato..... e invece no !! C'è ancora l'adattamento al tutto nuovo come alla casa, al mangiare, al clima caldo, alla lingua e non per ultimo al convivere con tuo figlio, il più difficile !! hiiiiiiii


E ancora..... andare a visitare Assinie-Mafia e conoscere Ana la proprietaria con i suoi coccodrilli mangia chiwawa e la prima partita a carte di Njambi; Grand Bassam e le sue forti onde echeggianti tutta la notte e per tutto il giorno. E ancora.... Abidjan di giorno con il suo traffico fatto di code ovunque e di taxi autoscontro ma con l'arrivo della notte con i suoi ristoranti quieti sulla bella laguna a gustarsi la brezza dell'oceano; oppure nei suoi Maquis con un tavolino e due sedie a mangiare poulet braisé con athiéké e aloko (banane fritte)! Tutto buono e abbondante da
leccarsi le dita ! Le sere a cucinare paste varie, le ottime lasagne che non hai più rifatto, polenta e coniglio ... in Africa non è da poco, deh ! E ancora...... visitare Grand Lahou, Sassandra, Grand Berebi con la sua stupenda baia e mangiare in spiaggia a bordo riva tanto da lavarsi le mani direttamente nell'oceano; a San Pedro da Stefano nel suo piccolo e soave Jardin d'Ivoire e l'inizio al nuovo 2012 ad inviti di danza ! E ancora .... la visita alla vera capitale Yamoussoukro, con la sua Basilica di nostra Signora della Pace, per molti ivoriani la copia di quella di San Pietro, la sua bella Moschea Bianca e non per ultima la "Fondazione Félix Houphouët-Boigny" che porta il nome del fondatore e primo Presidente della Costa d'Avorio che per un gioco del destino è una Fondazione per la ricerca della Pace. E ancora ..... la partecipazione alla partita "Amichevole dopo la guerra" allo stadio di Abidjan nel settore VIP al grido "Mi chiamo Eugenia e non sono una terrorista...." ! E ancora .... le folle di persone che la notte invadevano Plateau per vedere le stupende coreografie di luci ed addobbi natalizi; e sempre al Plateau aspettare le 6 del pomeriggio per vedere l'invasione dei pipistrelli e stare dei minuti con il naso all'insù; l'Harmathan il vento del deserto e la sua sabbiolina, le partite a scala 40, Alassan ! E ancora..... i marchée (mercati) vari: Trechville, Adjame, Plateau con i suoi mille odori e colori con bambini dappertutto: seduti, sdraiati, quieti, chiassosi, tra le bancarelle di legno, sopra e sotto i tavoli delle bancarelle, in spalla, in braccio, al dorso e per mano. Bambini ovunque. Ma con le "mamà" sempre di guardia con i loro catini di frutta e verdura o di panni e stoffe e un via vai ovunque, caotico ma funzionale.

Per terminare chiudo col ripetere quello che ho detto all'aeroporto quando si è voltata per andare agli imbarchi:
Mamma Eugenia parte e anche se molti ricordi restano forti, vivi e presenti qualche cosa di triste e vuoto rimane fra noi che sarà colmato dal nostro prossimo incontro.
Grazie Mà, ti ri-aspetto a braccia aperte.
Tuo figlio,
Carlo

P.S.: Alla fine mi è costata più fatica a digitare i tasti per scrivere questo articolo che tu ad affrontare questo viaggio. Chapeau, Eugenia!







domenica 1 gennaio 2012

Saluti a due amici.

Alle ore 23e59 di ogni 31 Dicembre saluto un caro amico di viaggio e rimango un po' triste e quindi non festeggio mai a quell'ora. Quest'anno è toccato salutare il 2011 portandosi via le sue tante cose belle che mi ha regalato ed anche quelle brutte, ma di queste ultime me ne dimentico subito dopo. Poi succede che arriva un nuovo amico con tante cose nuove da mostrarmi e quindi perché non festeggiare colui che mi deve tenere compagnia per un'anno intero. AKWABA 2012 !!

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Dalla spiaggia di Grand Berebi il modo di festeggiare il vecchio e il nuovo anno dei pescatori ghanesi.

giovedì 29 dicembre 2011

Parlare di Cabossa..


Parlare di cabossa, di theobroma cacao sphaerocarpum, di 20° paralleo nord e 20° parellelo sud, di zuccheri, grassi, albuminoidi, alcaloidi e coloranti vuol dire parlare di cacao. Con il suo milione e mezzo di tonellate la Costa d’Avorio è il primo produttore di cacao nel mondo. Dovrebbe essere anche quello di maggior esportazione se non fosse che molto cacao “passa” al Ghana, paese confinante, dove è più pagato. Il Cacao Forastero o cacao di consumo è quello prodotto qui in Costa d’Avorio dal gusto aspro-amaro. L'albero del cacao è delicato e fragile.
Necessita di protezione dal vento e, nella maggioranza dei casi, di un buon riparo dal sole, soprattutto nel periodo che va dai due ai quattro anni. Una piantina appena nata trova solitamente riparo all'ombra di banani, plantani o palme da cocco. Una volta però cresciuto, l'albero può vivere anche in pieno sole, purché viva in zone dal terreno fertile e ben drenato e può raggiunge anche i 10 metri, ma per facilitarne il raccolto nelle piantagioni è tenuto sui 5/6 metri di altezza. Gli alberi iniziano a dar frutti (cabosse) quando hanno tre/cinque anni di età. Fioriscono tutto l'anno ed i frutti giallo/marroni lunghi 15-20 cm e dalla forma allungata ed appuntita alle sue estremità, si raccolgono due volte all'anno, prima e dopo la stagione delle piogge.
All’interno del frutto si trova una polpa asprigna dove sono racchiusi numerosi semi ovali e piatti, a forma di mandorla, di colorie bruno-violaceo, disposti in 5 file. Ogni seme contiene gli alcaloidi, i più importanti sono la teobromina e la caffeina (contenuta in quantità ridotta): il primo è un euforizzante mentre il secondo è un eccitante; grosse quantità di cacao possono infatti indurre una dipendenza fisiologica. La teobromina (“Theo” e “Broma” = cibo degli Dèi) ha inoltre effetti diuretici: è infatti adoperata come diuretico. I semi con il procedimento della fermentazione e con l’esicazzione vengono racchiusi in sacchi di juta e spediti per tutto il mondo, maggiormente in Europa, dove viene trattato e con l’aggiunta di Lecitina poi daranno il cioccolato che tanto è buono ma che tanto fa ingrassare.

domenica 13 novembre 2011

Era ora..... speriamo

Oggi é una data storica: Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi dopo 17 anni lascia la politica e quindi lascia la scena. Lascia anche un paese in bilico con la sua scarsa crescita economica, ma questa é tutta un'altra storia in quanto viene prima lo sfascio morale e istituzionale di quello economico. Oggi é in parte la fine del ciclo dell'imprenditore che da oltre 20 anni controlla la vita pubblica italiana e ha usato il potere per i suoi scopi. Dopo ogni scandalo o sconfitta rinasceva ancora più forte e sembrava indistruttibile. Ma forse non é solo questo in quanto dire Berlusconi in un certo qual modo é racchiudere una parte della mia vita che fin da quando ero ragazzo con Milano 2 prima, le televisioni private poi, nonché presidente della squadra calcio A.C. Milan con le sue vittorie, l'ascesa in politica con un suo nuovo partito dopo lo scandalo di Mani Pulite e la nascita della Seconda Repubblica, giá nata morta, mi ha accompagnato con la sua presenza perenne se non addirittura asfissiante in televisione, sui giornali, alla radio, pannelli pubblicitari e volantini compresi. Anche all'estero mi ha perseguitato il suo nome. Per non parlare dei suoi mille appellativi : Il Cavaliere, Telemittenza, il Papi, il Nano, lo Psiconano, il Cainano, Al Tappone, il Cavaliere Mascherato, Bellachioma, Bandanano e come ultimo anche come il Vecchio Porco e tutto ciò sarebbe anche comico, se non fosse umiliante per gli altri italiani, che descrivono bene lui e le miserie dei corridoi del potere che mi riportano in mente le parole di Giacomo nel Nuovo Testamento: “Sulla Terra siete vissuti nelle delizie e morbidezze; avete pasciuto i vostri cuori come per il giorno della strage”. Insomma dei bei personaggi non c’è che dire, personaggi che hanno (avuto) come idolo un Re Mida che tutto quello che tocca diventa oro , ma come nella favola di Gianni Rodari non di solo oro si vive. Forse da oggi ne sentiremo parlarne molto meno ma come non mi é mai mancato prima, continuerá a non mancarmi. Spero solo di non svegliarmi domani e leggere sui giornali: Silvio Berlusconi ce l'ha fatta ancora una volta !! Sarebbe troppo. Ma lo sarebbe ancor di più e ancor più triste se tra qualche tempo dovrei pronunciare: era meglio quando c’era il Bellachioma!
Come ultimo volentieri riporto una lettera pubblicata sul Corriere della Sera di un anonimo cittadino italiano. Ai posteri sembrerà paradossale una cosa per noi che è stata reale.

Salve,
sono un cittadino dell’Italianistan!
Vivo a “Milano DUE” in un palazzo costruito dal Presidente del Consiglio.
Lavoro a Milano in una azienda di cui è mero azionista il Presidente del Consiglio. Anche l’assicurazione dell’auto con cui mi reco a lavoro è del Presidente del Consiglio, come del Presidente del Consiglio è l’assicurazione che gestisce la mia previdenza integrativa.
Mi fermo tutte le mattine a comprare il giornale, di cui è proprietario il Presidente del Consiglio.
Quando devo andare in banca, vado in quella del Presidente del Consiglio.
Al pomeriggio, esco dal lavoro e vado a far spesa in un ipermercato del Presidente del Consiglio, dove compro prodotti realizzati da aziende partecipate dal Presidente del Consiglio.
Alla sera, se decido di andare al cinema, vado in una sala del circuito di proprietà del Presidente del Consiglio e guardo un film prodotto e distribuito da una società del Presidente del Consiglio (questi film godono anche di finanziamenti pubblici elargiti dal governo presieduto dal Presidente del Consiglio).
Se invece la sera rimango a casa, spesso guardo la TV del Presidente del Consiglio, con decoder prodotto da società del Presidente del Consiglio, dove i film realizzati da società del Presidente del Consiglio sono continuamente interrotti da spot realizzati dall’agenzia pubblicitaria del Presidente del Consiglio.
Soprattutto guardo i risultati delle partite, perché faccio il tifo per la squadra di cui il Presidente del Consiglio è proprietario. Quando non guardo la TV del Presidente del Consiglio, guardo la RAI, i cui dirigenti sono stati nominati dai parlamentari che il Presidente del Consiglio ha fatto eleggere. Allora mi stufo e vado a navigare un po’ in internet, con provider del Presidente del Consiglio.Se però non ho proprio voglia di TV o di navigare in internet, leggo un libro, la cui casa editrice è di proprietà del Presidente del Consiglio.
Naturalmente, come in tutti i paesi democratici e liberali, anche in Italianistan è il Presidente del Consiglio che predispone le leggi che vengono approvate da un Parlamento dove molti dei deputati della maggioranza sono dipendenti ed avvocati del Presidente del Consiglio, che governa nel mio esclusivo interesse! PER FORTUNA!!!!!

P.S.: Vero che c’é la libertà di scegliere differenti giornali, programmi tv, banche etc etc ..... ma poi non più di tanto.

lunedì 7 novembre 2011

Abissa 2011

- - o O o - - Nel fine settimana c'é stata la festa dell'Abissa a Grand Bassam. Questo tradizionale evento culturale è organizzata dalla comunità N'Zima a simboleggiare i concetti di democrazia e giustizia sociale ogni anno. Una festa che può sembrare carnevalesca infatti ci si veste in modo bizzarro e ci si pittura la faccia di bianco (peccato che sul bianco non si nota tanto), ma che è fortemente tradizionale infatti raccoglie tutti i figli e figlie degli N'zima attorno al suo "Chef" per una settimana e durante questo periodo è lecito esporre le ingiustizie subite e di domandare le spiegazioni, anche al Re. Non di meno è lo spettacolo della sera quando tutti i giovani si scatenano nella danza a suon di musica e di tam tam che si effettua nella piazza principale e danzano in tondo per ore e ore. Una marea umana di giovani alla: I like to move it, move it... I like to move it, move it.... She likes to move it ! La domenica con l'uscita sulle portantine e il tour per il paese del Re Awoula Amon Tanoé e di sua moglie la Regina si conclude la festa. Aspettando quella del 2012 ecco qualche foto:
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lunedì 31 ottobre 2011

Le scimmie sacre di Man

MAN è una cittadina nel nord-est della Costa d'Avorio sulla strada che da Duekouè porta a Odiennè. Man è circondata da verdi e dolci colline e di dolce ha anche il clima che alla sera riesce anche essere fresco (comunque sempre tra i 20 e 25 gradi, ma per chi scappa da Abidjan con i suoi perenni 30/35 gradi e la tanta umidità é un vero sollievo e piacere). Come le altre cittadine della Costa d'Avorio non ha tanto da offrire oltre al marchè, ai maquis e le sue strade non asfaltate. Altra cosa una decina d'anni fa dove c'era anche un cinema con programmazione giornaliera oggi rimangono le quattro mure ad uso magazzino e la scritta ormai sbiadita. Era anche piena di hotel dalle cucine differenti compresa quella italiana di Stefano con i suoi ottimi e gustosi piatti. Oggi gli hotel sono un numero più limitato e avrebbero tutti bisogno di una forte trasformazione e aggiornamento e non voglio dire internet o televisione satellitare ma quella di avere acqua tutti i giorni e corrente a tutte le ore. Insomma una volta dicevi Man e dicevi una tappa obbligatoria di passaggio di camionisti e uomini d'affari, fermata obbligatoria tra il sud cioè il porto di San Pedro e il nord cioè la frontiera col suo notevole scambio di merci tra la Costa d'Avorio, il Mali e il Burkina Faso ma anche con la Guinea Conakry e la Liberia e dei seguenti prodotti: legname, caffè, olio di palma, cacao, manioca, diamanti, gas, frutta, vegetali, hevea ( è da questa pianta che si estrae il lattice per il caucciù). Oggi tutto questo commercio è sparito e quel poco che c'è va a rilento a parte il cacao, ma il "business" è per pochi. Insomma quello che può offrire la cittadina di Man è davvero poco a parte il tanto relax e la tanta natura che ha come suo apice la cascata che durante la stagione delle piogge è davvero spettacolare e ai piedi si forma anche un piccolo laghetto nel mezzo a piante secolari e arrampicanti dappertutto tanto che il sole fa fatica a farsi strada, insomma da sentirsi praticamente in mezzo a una giungla e anche un po Tarzan. Ma quello che più mi ha colpito è nella credenza che ancora serpeggia e che di seguito racconto: un giorno il villaggio era ormai prossimo ad essere assediato da parte di una tribù rivale e la gente spaventata sarebbe scappata nella foresta lasciando le case incustodite. Quando i nemici entrarono per saccheggiare il villaggio furono aggrediti dalle scimmie affamate, solitamente nutrite dai locali, facendo scappare terrorizzati gli assalitori. Al ritorno gli abitanti nel ritrovare il villaggio intatto e saputo della vicenda promisero che le scimmie sarebbero state libere di vivere dove e come volevano. Ancora oggi sono ritenute sacre e vengono nutrite dalla popolazione e si trovano nel quartier di Gbêpleu, all'estremità nord di Man dove incomincia la foresta. Sono andato di persona a vedere questi animali "sacri" e quando sono arrivato non ho trovato e visto niente neanche dopo una lunga attesa di 20 minuti. Insomma nulla di nulla, una leggenda e niente più. Stavo partendo quando un gruppo di ragazzini tornando da una evidente partita di pallone si è fermato in quanto meravigliati di vedere un bianco in quel posto ma allo stesso tempo confermandomi la presenza delle scimmie ma che per vederle avrei dovuto donare del cibo. Behhh non è che uno vada regolarmente in giro con del cibo nelle tasche ...... neanche il tempo di pensarlo che i ragazzi mi hanno spiegato che delle banane sarebbero bastate per farle uscire. Con qualche soldo e 5 minuti d'attesa eccoli ritornare con un casco di banane e giusto il tempo di prenderne
un paio nelle mani che dalla foresta sono incominciate ad apparire, anche se distanti e diffidenti le scimmie "sacre". Diffidenti giusto il tempo di comprendere che si trattava di cibo ed eccomi circondato e tutte che volevano la banana, qualcuna ha anche cercato di mettermi le mani nelle tasche dei pantaloni. Insomma più che "sacre" mi sono sembrate intelligenti, sveglie ed affamate.

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lunedì 10 ottobre 2011

Partita di pallone e di riconciliazione

Ieri pomeriggio si e’ giocata la partita di calcio Costa d’Avorio – Burundi gara eliminatoria per la Coupe d’Afrique des Nations (chiamata CAN) per il 2012 e che è terminata con la vittoria degli “Elefanti” ivoriani. Ogni nazionale di calcio in Africa è legata ad un nome d’animale: la Côte d’Ivoire agli Elefanti, Il Burundi alle Rondini, La Nigeria alle Aquile, il Camerun ai Leoni, Il Burkina Faso agli Stalloni, Il Congo ai Leopardi, l’Angola alle Antilopi Nere, il Gambia agli Scorpioni e a parte l’Egitto con i suoi Faraoni e il Sud Africa con i "Bafana" che vuol dire "I nostri ragazzi" in lingua Zulu. Quello di ieri è stato il più grande evento popolare in Costa d’Avorio dalla fine della crisi post-elettorale e la partecipazione degli ivoriani è stata notevole (come d'abitudine) infatti il quartiere Plateau dove si trova lo stadio Félix Houphouët-Boigny e dove abito è stato preso d’assalto sin dal mattino, questa volta non dai militari con spari e cannonate ma da chiassosi e simpatici supporters con canti, trilli di fischietti e non di meno con le rumorose vavazuelas e tutti con tanto di maglie, capellini e parrucche varie tra lo sventolio di bandiere con un colore su tutti: "l'orange" simbolo ivoriano. Inutile dire che l’icona della squadra è l’attaccante Didier Drogba.



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VIDEO dentro lo Stadio :