giovedì 25 giugno 2009

Viaggio in Taxi

Ieri per recarmi alla serata italiana organizzata dalla nostra Ambasciata con tanto di proiezione del film Mediterraneo e cena a seguire, ho preso un taxi. Una cosa che si apprende subito ad Abidjan, ma penso che sia buon uso in africa in generale, e’ quella di discutere il prezzo prima di salire. Quindi porgendomi al finestrino chiedo all'autista quanto voleva per trasportarmi fino all'Ambasciata italiana a Cocody (quartiere di Abidjan). Dopo un macchiavellico pensiero mi chiede 2000 cfa, barattiamo fino ad arrivare a 1500. Salgo a bordo e lui parte. Dopo una decina di minuti vedo che prende una strada secondaria a me sconosciuta per arrivare a destinazione. Dopo qualche altro minuto mi ritrovo in un quartiere che non conosco e gli chiedo dove ci trovavamo e se era giusta la strada. L’autista sempre con aria macchiavellica dallo specchietto mi dice che veramente lui non sa dov’e’ l’Ambasciata italiana !! Ma almeno sai dove ci troviamo, gli chiedo ? No, e mi guarda.
Facciamo un « demi tour » e torniamo sulla strada principale e dopo una decina di minuti arriviamo all’Ambasciata. Io in tutto questo tempo l’ho passato a ridere e a indicargli la strada. Ridevo non tanto perche’ aveva sbagliato strada ma ridevo nel pensare come aveva potuto stabilire la cifra se non ne conosceva la distanza.
Stupendo !!

martedì 23 giugno 2009

CUBA

Dall’Habana a Baracoa ci sono 1260 km (chilometro piu’, chilometro meno), pochi di Autopista e molti di strada normale. Un viaggio fatto nel 50’ anniversaio della « revolución de Cuba ». Della Cuba di Castro e del Comandante Che Guevara, ma anche di Compay Segundo, del poeta scrittore nonche’ eroe Jose’ Marti’, della salsa e del rum, del tanto sole e tanto mare, delle belle spiaggie e delle belle donne. Una terra « linda » e affascinante. La Cuba dai mille colori: quelli dei suoi tramonti e i colori pastello dei palazzi, dagli azzurri del suo mare a quelli verdi delle sue montagne; nonche’ la Cuba dei mille suoni di salsa in primis, ovvio, ma anche quelli di strada : le grida dei ragazzini, le radio a mille watt, i clacson delle auto appariscenti stile states anni 50’ e le trombette delle bici-taxi. Insomma una terra piena di vita e di calore con le sue città piene di storia, Habana su tutte con i suoi quasi 2 milioni di persone, ma anche Trinidad riconosciuta e con merito Patrimonio dell’Umanita’, Santiago de Cuba la città mitica della terra dove negli anni sessanta dell'ottocento scoppiò la rivolta contro gli spagnoli e dove anni piu' tardi il lìder Máximo partì per la conquista dell’Isola; Guntanamo la città della canzone e dei « nemici » e ultima ma non certo l’ultima, Baracoa la città piu’ vecchia dell’isola fondata dagli spagnoli nel 1512 nel punto piu’ orientale. Ore e ore in macchina, ore a visitare musei e negozi, ore a cercare le « Case Particular » calle dopo calle. Insomma un viaggio intenso bello e ricco nell’isola piu’ grande dei Caraibi, cosi’ bella e cosi’ remota, un viaggio pieno d’ episodi, aneddoti e notizie curiose….. che racconterò.
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venerdì 22 maggio 2009

Grand Tour Velo

In questi giorni come da 100anni si sta correndo il Giro d'Italia. Quello che ho fatto insieme a mon frere de velo
Massa non puo' essere paragonato neanche lontanamente a quello, ma credetemi i 59 km che separano San Pedro a Grand Bereby sono molto impegnativi con i suoi continui sali-scendi. Ma tanta fatica era addolcita dalla bellezza della natura con la sua brousse e non di meno quando passavamo nei vari villaggi che tanta curiosita suscitavamo. Insomma dopo quasi tre ore e mezza siamo giunti alla spiaggia di Grand Bereby e un bel tuffo in mare

Ciao a tutti

Eccoci ormai ai saluti e alle foto ricordo. E' arrivata l'ora di lasciare anche San Pedro. Qui sopra i rappresentanti di quasi tutta la "mia" base ONUCI. Non dovrei usare l'aggettivo possessivo ma credetemi che per tutti questi mesi l'ho sentita anche mia.
Yannick,Mathias,Hermann,Ander,Crippa,Raphael,Flo,Awesso, Dieudonne,Bienvenue,Yassen,Comandant Beye, Ali, Annick, Theophile,Herve,Sokna,Doudou e Catherine.

Un grazie a tutti di cuore. Bon vent, mes amis.

giovedì 21 maggio 2009

Congo, ex Zaire

Perché' neanche il tempo possa cancellare cinque anni della mia vita trascorsi a Kinshasa in Congo, ex Zaire, e di tanta sofferenza che mi porto addosso. Uno dei paesi più' ricchi al mondo di natura e di ricchezze del sottosuolo, ricco di tutto anche di affari, di tanta povertà' e di morte. Come l'articolo con le sue foto in bianco e nero di cui sotto l'indirizzo internet dove visionarlo. In compenso ogni tanto ultimamente spesso leggo articoli riguardanti la scomparsa
dei Gorilla di Montagna che si trovano nel parco congolese del Virunga ai confini con Ruwanda e Burundi e di per se e' una tragedia. Peccato che lì in quella regione del Nord Kivu e dei Grandi Laghi e oltre, stia scomparendo quello che l'umano ha di più bello: Il CUORE. Perché' geograficamente il Congo e' il cuore dell'Africa e se il cuore e' malato anche tutto il resto del corpo ne risente. E' ovvio. Naturale.

http://www.corriere.it/reportages/_prog/reportages.html?2009/congo,0,0,1,1

venerdì 15 maggio 2009

Ma belle biche


Era dicembre 2007 e stavo percorrevo la strada Kennedi del quartiere Kennedi di Daloa, quando vedo dei ragazzi che attaccato ad un laccio trascinano una piccolo di gazzella. Questi capiscono subito l’affare e mi propongono uno scambio: Il povero e innocente cucciolo di gazzella contro un mio "cadeau" di 10.000 “cefa”. Arriviamo a patteggiarne 5.000 ed ecco ricevere in braccio la poverella. Insomma e’ passato piu' di un anno ed é cresciuta. Salut ma belle Biche.

giovedì 14 maggio 2009

Aggiungi un posto a tavola


"Aggiungi un posto a tavola che c'é un'amico in più"...... era il ritornello di una canzone che sentivo sovente da bambino. Oggi mentre scrutavo il mare e dopo aver letto un'articolo sull'immigrazione clandestina in Italia, l'ho rincaticchiato ed ho pensato che é l'universo che cambia forma. Forse e' un modo perché il "diverso" venga a noi potendoci cosi confrontare. Perché quello che ci fa paura é il diverso. Qualche cosa che non conosciamo. Diversa cultura, diversa razza, diversa religione. Hanno ritmi gesti ed espressioni differenti solo perché non li conosciamo. Noi abbiamo le nostre abitudini, le nostre tradizioni che abbiamo praticato per decenni e decenni, forse secoli. Poi arriva il "Nuovo" che e' fuori dai nostri schemi abituali e ci fa paura. Ma il ragionamento alla base e' che si tratta sempre di persone.
E l'unica cosa che gli si puo chiedere e' quella di rispettare le Leggi, come tutti i cittadini. Insomma una reciprocita' nell'apertura, nel conoscersi e nell'accettarsi anche nella diversita. Poi non bisogna ignorare il consiglio dello scrittore Roger Ikor "Riserva una buona accoglienza agli stranieri, perche' un giorno anche tu sarai straniero".

mercoledì 13 maggio 2009

Vélo



Una passeggiata con la bici su e giu' tra le colline verdi di San Pedro. Tanta fatica per arrivare in cima e poi con il vento in faccia giu' per la discesa fino ai suoi piedi dove ci si ferma: c'e' il blu dell'oceano.

mercoledì 19 novembre 2008

La Cotiere.

Il viaggio tra San Pedro e Abidjan oltre che essere lungo é anche faticoso per via della strada che in alcuni tratti e’ impraticabile, data l’inesistenza dell’asfalto e quindi piena di buche nel terreno rossastro tipico africano. Ma offre anche le sue bellezze paesaggistiche e situazioni davvero uniche.
Come il fiume Sassandra giusto fuori la citta di Grand-Lahou che scorre molto lento tanto che tanta quiete fa si che l‘acqua fa da specchio.